HomePontederaCronaca"Tre chilometri pericolosi". L’esposto dei residentiAlcuni cittadini si sono rivolti a un avvocato per formalizzare la protesta. Nel mirino un tratto della Sp 29 percorsa da molti a forte velocità.Esposto per la Sp 29 della Bassa Valdicecina, nel tratto di 3 km tra la rotatoria per Montescudaio al bivio del Fiorino (foto d’archivio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMONTESCUDAIO

Una strada trasformata in pista da corsa, dove il limite di 50 km orari viene ignorato quotidianamente e l’incolumità dei residenti è messa a dura prova. Accade lungo la strada provinciale 29 della Bassa Valdicecina, nel tratto di 3 km che collega la rotatoria per Montescudaio al bivio del Fiorino, da tempo al centro delle preoccupazioni di chi vive lungo la carreggiata e costretto a convivere con un flusso ininterrotto di auto e mezzi pesanti che sfrecciano a velocità vertiginose.

A formalizzare la protesta di alcuni cittadini è l’avvocato Silvia Monfardini, che ha inviato un esposto indirizzato alla Provincia di Pisa, alla Prefettura, al Comune di Montescudaio, alla polizia stradale e ai carabinieri. Nel documento si sottolinea come "la sola presenza del cartello stradale sia del tutto insufficiente a frenare i guidatori, rendendo necessario un intervento immediato per tutelare i pedoni". La situazione appare particolarmente delicata sia in inverno, quando i bambini attendono lo scuolabus a pochi centimetri dai veicoli in transito, sia nei mesi estivi, momento in cui il traffico aumenta esponenzialmente sia di giorno che di notte. Le criticità della viabilità, stando l’esposto, si sommano all’assenza di infrastrutture di protezione di base. Le fermate dei pullman di linea, da quanto viene ancora sottolineato nell’esposto, sono sprovviste di strisce pedonali, costringendo i residenti ad attraversamenti al buio e ad alto rischio per rientrare nelle proprie abitazioni. A ciò si aggiunge, "lo stato di abbandono dell’illuminazione pubblica e degli arredi stradali, con impianti che non funzionano o risultano coperti dalla vegetazione e pensiline lasciate all’incuria".