TREVISO - Derubato in strada della bicicletta che utilizza per spostarsi in città, tenta di recuperarla e viene picchiato dall'autore del furto. L'ennesima azione violenta in città è stata segnalata da alcuni passanti che, sentendo le grida, hanno consentito alla polizia di intervenire tempestivamente e arrestare il responsabile, poi condotto davanti al giudice per la convalida.
Gli agenti delle volanti, infatti, sono riusciti a rintracciare subito il giovane in fuga, ancora in sella alla stessa bicicletta. Il bengalese residente a Treviso si trovava in via Ellero, a Santa Maria del Rovere, quando, nella tarda nottata del 20 agosto, un gruppo di giovani si è avvicinato a lui. Tra loro c'era un marocchino di vent'anni. Il bengalese, che in quel momento non era in sella, lo ha visto scattare e ha cercato di opporsi: ne è nata una colluttazione.Il ventenne, per riuscire a strappargli la bicicletta dalle mani, lo ha colpito con pugni, calci e spintoni, riuscendo infine a impossessarsi della due ruote e a fuggire pedalando.L'intervento Ad assistere alla scena c'erano però anche alcuni testimoni, che hanno dato l'allarme. Hanno chiamato il 118 per prestare soccorso al bengalese, ma la chiamata è stata trasferita al 113 per l'intervento delle forze dell'ordine. Erano circa le 4 di notte. Una volante è intervenuta nel giro di pochi minuti: gli agenti si sono messi sulle tracce del ventenne e lo hanno rintracciato poco dopo, mentre tentava di allontanarsi in sella alla bicicletta lungo una strada limitrofa.Lo hanno fermato e ricondotto nel luogo in cui era avvenuto il furto. Il bengalese lo ha riconosciuto e indicato come l'autore del furto e dell'aggressione. Il mezzo gli è stato riconsegnato. Essendo stato fermato in flagranza di reato, subito dopo i fatti, il ventenne è stato arrestato dai poliziotti con l'accusa di rapina impropria e trattenuto fino all'udienza di convalida, che si è tenuta venerdì mattina.In aula il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto e imposto al ventenne marocchino l'obbligo di firma giornaliero. Dovrà quindi presentarsi ogni giorno in un ufficio di polizia o presso una stazione dei carabinieri, secondo le modalità stabilite dal giudice, per attestare la propria presenza.La questione delle biciclette rubate resta particolarmente rilevante a Treviso: molti cittadini denunciano il furto della propria due ruote, in alcuni casi anche più volte nell'arco dello stesso anno. E per alcune delle vittime la bicicletta rappresenta l'unico modo per raggiungere il posto di lavoro. Tra le categorie più esposte ci sono le assistenti familiari, gli studenti e i rider.Le società che commissionano le consegne a domicilio non mettono infatti a disposizione il mezzo di trasporto: chi effettua le consegne deve procurarsi una bicicletta da solo. Se poi lo perde, non guadagna abbastanza per ricomprarselo.







