Ha un posto in cielo, non ancora in Paradiso, ma è già un grande risultato. L’asteroide 141772 Lucapeyron è stato dedicato dall’Unione astronomica internazionale, non proprio l’ultimo istituto scientifico, a don Luca Giorgio Peyron, torinese, 53 anni, avvocato, sacerdote dal giugno del 2007 e responsabile della Pastorale della Cultura tecno-scientifica dell’Arcidiocesi di Torino.

Insieme a Paolo Nespoli, astronauta, e Giacomo Cao, docente cagliaritano, ex amministratore del Crs4 e presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna, sarà a Tortolì, in occasione della serata di domani (ore 21) della Pastorale del Turismo, promossa dalle Diocesi di Nuoro e Lanusei, guidate da monsignor Antonello Mura. Con loro don Luca affronterà il tema “Tra cielo e terra. Intelligenza umana e intelligenza artificiale”.

Don Peyron, un posto in cielo non è da tutti, neanche per un religioso.

«Non me la voglio tirare, ma il fatto che l’Unione astronomica internazionale abbia deciso di dare il nome di un prete a un asteroide dice che è possibile il dialogo tra scienza e fede, mettendo insieme mondi che apparentemente non si parlano. La scienza e la fede autentici si possono riconoscere a vicenda».

Certo lei ha avuto un percorso particolare: prima della fede, la legge.