Dai Quartieri spagnoli a Ischia. Un altro sabato sera termina nel sangue. La “movida” violenta si trasferisce al mare. E un ventenne, originario del noto rione napoletano, finisce in ospedale a Lacco Ameno con diverse coltellate. Anzi, ci arriva da solo in taxi. Per fortuna non è in pericolo di vita ma i carabinieri stanno ora cercando di ricostruire cosa sia accaduto e, soprattutto, chi possa averlo aggredito. Una storia particolare che inizia con le false generalità date dal giovane al pronto soccorso dove i medici lo accolgono per curarlo. Saranno poi dei parenti, giunti al presidio per avere sue notizie, a dare il suo vero nome: Mario Savio, 21 anni il prossimo ottobre. Lui è in sala operatoria quando si scioglie il primo intricato nodo della vicenda: il ragazzo risulta sottoposto alla misura dell’affidamento in prova con rientro a casa (nell’abitazione di vicoletto San Carlo Alle Mortelle a Napoli) entro le 22. Obbligo ovviamente violato perché, dagli accertamenti dei militari dell’Arma di Ischia, è emerso che aveva prenotato un albergo per la sua vacanza.

Le indagini È stata una nottata di lavoro, quella tra venerdì e sabato, per i carabinieri che hanno ricostruito tutti gli spostamenti del ragazzo. È stato così accertato che il giovane, arrivato in ospedale alle 3.30, aveva trascorso la serata in una discoteca a Casamicciola Terme. Qui sono state ritrovate anche diverse tracce di sangue a terra che sono poi risultate essere proprio di Savio. Nell’immediatezza dei fatti, prima di essere portato in sala operatoria, non ha saputo fornire indicazioni su cosa sia accaduto e su chi gli abbia sferrato le coltellate. Se una sola persona, o se più persona. Non ha riferito se era da solo o in compagnia di alcuni amici.Ischia, 20enne ferito da arma da taglio in ospedale: «Lite in un locale notturno»Dinamica e movente, dunque, sono tutte ancora da ricostruire. E su questo stanno ora lavorando gli investigatori che continuano a sentire possibili testimoni e che hanno anche acquisti i filmati di diverse telecamere della videosorveglianza per cercare di seguire le tracce del giovane da quando è arrivato al locale stagionale di Casamicciola Terme a quando ha chiamato un taxi per farsi accompagnare in ospedale. Il personaggio Vent’anni e un curriculum criminale di rispetto. A far scattare il provvedimento a suo carico, a soli vent’anni, una sfilza di precedenti penali. Ai database delle forze dell’ordine risulta pregiudicato (tra gli altri) per droga, lesioni gravi, porto di armi. Una volta accertata la sua vera identità il giovane è stato segnalato alla magistratura per la violazione degli obblighi restrittivi. Non si esclude che anche lui potesse essere armato e che poi si sia disfatto del coltello. Ma, per ora, è solo una ipotesi. Il contesto Il contesto dal quale proviene la vittima, ricordiamo, è quella dei maranza dei Quartieri spagnoli, dove l’impatto con la criminalità organizzata e una economia di sussistenza alimentano quotidianamente frange di violenza giovanile. Ricordiamo che proprio di recente i giovani della zona si sono resi protagonisti di tensioni legate a gruppi di quartiere o dinamiche da baby gang. Quindi di scontri con altri giovani appartenenti ad altri gruppi criminali. Sulla questione è intervenuto anche il deputato Avs Francesco Emilio Borrelli. «Un ragazzo accoltellato all’interno o nei pressi di un locale della movida, a pochi giorni di distanza dalla maxi di rissa di Mondragone finita anche lì a coltellate - ha detto il parlamentare - è la prova evidente che devono essere messe in campo maggiori risorse e più controlli per arginare la violenza nella movida dei criminali. Ischia non può diventare terra di nessuno durante le notti estive. La movida deve essere compatibile con sicurezza, legalità e rispetto delle regole. Servono controlli capillari e continui nei luoghi maggiormente frequentati, soprattutto nei locali e nelle aree dove si concentrano migliaia di giovani. Non possiamo intervenire sempre dopo che qualcuno viene accoltellato o rischia la vita. Occorre anche interrogarsi su quanto accade prima che episodi simili si verifichino. Prevenzione e controlli devono essere potenziati, così come le verifiche sul rispetto delle autorizzazioni, delle capienze e delle norme di sicurezza dei locali. Il diritto al divertimento non può trasformarsi nel diritto all’illegalità».