«Ci sarà mai più una Rimini come questa?», si chiedeva don Gianni Baget Bozzo commentando la visita di Giovanni Paolo II al Meeting nel 1982. Ci sono voluti 44 anni per poter dare una risposta affermativa a quella domanda. Oggi Leone XIV ripercorrerà le orme del suo predecessore polacco, rendendo speciale la 47ª edizione della kermesse di Comunione e Liberazione. Dopo la mattinata nella Repubblica di San Marino e il pranzo con le monache agostiniane di Pennabilli, nel primo pomeriggio Prevost metterà piede alla fiera di Rimini dove girerà tra i padiglioni fermandosi alle mostre su sant’Agostino e sull’imprenditore francese Léon Harmel. Tutto esaurito il Grand Auditorium in cui terrà il suo intervento. Lasciato il Meeting, il Papa vedrà i malati in cattedrale e celebrerà messa al porto di Rimini. Un programma che ricalca quello dell’indimenticabile visita di Wojtyla nel 1982. Al suo fianco c’era il segretario personale ed ora cardinale Stanisaw Dziwisz che a Il Giornale ricorda come in quell’occasione il Papa polacco «rimase colpito dalla freschezza e dalla gioia della fededei giovani» incontrati al Meeting e li «incoraggiò a non aver paura di testimoniare la fede nella vita quotidiana». Un Wojtyla a suo agio che rimase ad ascoltare le domande di alcuni partecipanti, chiedendosi scherzosamente se lo stessero sottoponendo ad un esame prima di unirsi alla platea in un canto polacco. «Lo accolsero come padre e guida» sentendo che «il suo cuore batteva in sintonia con loro», ci spiega Dziwisz. Lo storico braccio destro ricorda che Wojtyla «già a Cracovia intratteneva contatti con Comunione e Liberazione, con il suo fondatore don Luigi Giussani e con don Francesco Ricci». «Apprezzava questo movimento e riconosceva la necessità di formare i giovani alla maturità della fede, alla partecipazione alla missione della Chiesa, alla presenza nel mondo della cultura e alla sensibilità verso le questioni sociali», aggiunge Dziwisz. E quella visita al Meeting fu decisiva per la storia recente della Chiesa perché secondo il cardinale «la sua decisione lungimirante di istituire la Giornata Mondiale della Gioventù - una delle migliori iniziative di evangelizzazione della Chiesa contemporanea - fu il frutto dell’incontrodi Rimini e di altri simili avvenuti durante i primi anni del pontificato». La visita del 1982 trasmise al mondo l’immagine di un Papa amico di Cl in un tempo in cui nella Chiesa c’erano forti resistenze contro i movimenti ecclesiali (in primis il cardinal Carlo Maria Martini). Emulandola, Leone XIV si pone in continuità con Giovanni Paolo II e manda un messaggio di benevolenza nei confronti di Comunione e Liberazione. Balsamo sulle ferite lasciate dalla difficile relazione nella stagione bergogliana, segnata da incomprensioni e commissariamenti. Per questo la tappa di oggi può essere inquadrata tra le azioni «normalizzatrici» dell’attuale pontificato ed è coerente con la storia personale di Prevost che da vescovo di Chiclayo partecipò alle presentazioni di un libro su don Giussani.