TRENTO. La cosiddetta fuga dei cervelli assume contorni diversi rispetto alla narrazione degli ultimi anni, ma per il territorio trentino il quadro resta meno favorevole rispetto alla media nazionale. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre sui dati Istat, tra il 2019 e il 2024 il Trentino-Alto Adige ha registrato un saldo complessivo negativo di 288 giovani laureati tra i 25 e i 34 anni.

Nel periodo considerato, in Trentino-Alto Adige il saldo dei giovani laureati italiani è stato pari a -2.224: 1.091 iscrizioni dall’estero contro 3.315 cancellazioni. Il movimento degli stranieri qualificati ha compensato gran parte della perdita, con 2.350 arrivi e 414 partenze, per un saldo positivo di 1.936 persone. Non abbastanza, tuttavia, per riportare il bilancio complessivo sopra lo zero.

Il risultato colloca la regione in controtendenza rispetto al Nord Est, che nel suo insieme registra un saldo positivo di 2.346 laureati. A trascinare l’area è soprattutto l’Emilia-Romagna, con +3.531, mentre oltre al Trentino-Alto Adige risultano in negativo il Veneto, con -671, e il Friuli-Venezia Giulia, con -226. Il dato suggerisce quindi una capacità di attrazione dei giovani qualificati più debole rispetto ad altre regioni settentrionali.