Mao Medici, apprezzato musicista e scrittore, ha partorito un diluvio di canzoni segnando una svolta artistica nella sua carriera trentennale molto seguita non solo in BrianzaIl cantautore acustico ha attaccato la spina elettrica, si è sintonizzato sulle sonorità urban e ha preso in mano la penna. Il risultato è stato una raffica di singoli, Ep e album che messi assieme fanno un diluvio di canzoni tenute assieme da un filo rosso che è l’espressione di sé. Un viaggio che attraversa le sonorità della canzone d’autore, l’alternative rock, il pop, il rap e il drill, ma pure lo swing e per la prima volta il blues. Non smette di sorprendere per la sua prolificità il cantautore lissonese Mao Medici.

L’artista ha appena pubblicato un album, 2 Ep e 6 singoli, mentre un altro paio di dischi usciranno a settembre e uno a novembre. Tutti lavori che, in buona parte, segnano cambiamenti e svolte rispetto all’immagine abituale del musicista brianzolo. Medici dà spazio al suo lato più grintoso, ma abbassa anche le barriere e si mette a nudo, mostrando convinzioni e fragilità.

"In questo periodo ho pubblicato un Ep in stile urban dal titolo ’It’s me’, con testi cantautorali, in cui l’uomo non è predominante come spesso in quel genere ma fragile – racconta Medici –. Sono canzoni uscite così, rap e hip hop mi sono sempre piaciuti e in questo caso mi piaceva l’idea di lavorare sul drill. Quello che sto scrivendo è tutto molto introspettivo, non a caso anche il nuovo disco appena uscito si chiama ’Io...’".