Via Garibaldi. 22 agosto 2026 alle 00:08Il ministero riconosce il valore storico-culturale dell’edificio

Protetto per decreto. L’antico palazzo giudicale al civico 66 di via Garibaldi è ufficialmente sotto la tutela del ministero dei beni culturali. A chiedere e ottenere la bolla ministeriale che certifica il valore storico e culturale dell’edificio è stato Duilio Tanchis, restauratore oristanese, che lo acquistò nel 1983 da Giuseppe Pau con l’impegnò di farne un luogo di cultura. «Questa era la casa che appartenne al giudice Ugone II», assicura con orgoglio davanti al tavolo dove è in corso il restauro di un’antica carta della Sardegna. Oltre la porta all’ombra della chiesa di Santa Chiara si apre quella che a Oristano è conosciuta come Ex granaio Giuseppe Pau, Steri Ecciu, Sa domu de is Giudeus, la casa de Su Castellanu: nomi diversi per le stanze in cui «passò Mariano IV e che furono attraversate persino da Eleonora d’Arborea».

Il patto

Con l’iter appena concluso Tanchis è certo di aver messo al riparo da pericoli queste mura antichissime. «L’edificio, ora che è sotto l’ala della Soprintendenza, non potrà ospitare né alberghi, né ristoranti come volevano fare in passato. Voglio che questi luoghi siano protetti e valorizzati. Quando comprai il palazzo, unico per il suo valore identitario e storico, promisi che sarebbe stato un luogo d’arte e cultura nel rispetto della sua storia e di quel che rappresenta per la città. In quarant’anni ho sempre mantenuto la parola destinandolo a laboratori di restauro». Nella relazione tecnica si sottolinea come «l’edificio si impone come la testimonianza più antica e meglio conservata del periodo giudicale» e come abbia avuto un «ruolo centrale nel quadro storico-istituzionale della città medievale» ragioni per le quali «l’immobile deve essere riconosciuto come bene di rilevanza storica e culturale primaria, meritevole di tutela e di valorizzazione – scrive la Soprintendenza –. Esso testimonia in maniera unica la fase originaria della città medievale e costituisce un tassello fondamentale per la comprensione della storia urbana e istituzionale di Oristano e della Sardegna nel periodo giudicale». E infatti la presidente della Commissione regionale per il patrimonio culturale della Sardegna, Elena Anna Boldetti, ha dichiarato: «L’immobile di interesse culturale storico-artistico e, come tale, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela previste».