Roma, 21 ago. (askanews) – Le trombe che nell’Antica Grecia annunciavano la sospensione dei conflitti per lasciare spazio ai Giochi hanno idealmente aperto anche questa sera la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. A Taranto, davanti ai 18mila spettatori dello stadio Iacovone, la cerimonia inaugurale ha unito memoria e spettacolo, identità italiana e vocazione mediterranea, sport e cultura. Il filo conduttore della serata è stato il rapporto profondo tra Taranto e la storia dello sport.
Un legame rappresentato dall’Atleta di Taranto, il celebre campione vissuto intorno al V secolo avanti Cristo e considerato uno dei protagonisti più importanti dei giochi panatenaici. La sua figura è tornata al centro della cerimonia insieme alla riproduzione di un’anfora panatenaica, in un omaggio alle radici greche della città e alla tradizione sportiva del Mediterraneo.
L’apertura ha trasformato lo Iacovone in un grande palcoscenico. Spettacoli di luce, proiezioni e fuochi d’artificio hanno accompagnato il racconto delle antiche discipline olimpiche e della storia dei Giochi del Mediterraneo, arrivati alla loro ventesima edizione dopo 75 anni di competizioni e protagonisti. La scenografia ha insistito sul rapporto fra il passato e il futuro, coerentemente con il motto scelto per questa edizione: “Embrace the Future”.










