È allarme lupi da nord a sud del Paese. Nell'ultimo mese, dall'Umbria alla Puglia, sono stati segnalati diversi avvistamenti e si sono verificate alcune aggressioni anche ai danni di bambini. L'ultima risale a giovedì sera, all'interno di una struttura ricettiva a Punta Pizzo, Gallipoli, dove tre turisti, tra cui una 52enne e la figlia di 12 anni, sono stati aggrediti finendo in ospedale. La donna e la bambina sono state dimesse in mattinata dall'ospedale Vito Fazzi di Lecce con una prognosi di 14 giorni ciascuna.
L'altro 47enne ferito, anche lui un turista che era intervenuto per soccorrere mamma e figlia, già in serata era stato visitato nell'ospedale di Gallipoli e dimesso con una prognosi di 5 giorni. Sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, con il supporto dei veterinari dell'Asl, per individuare l'animale e stabilire se si tratti davvero di un lupo. Sempre in Puglia, in provincia di Bari, proseguono le ricerche dell'esemplare che il 4 agosto scorso e poi di nuovo la sera di Ferragosto ha aggredito tre bambini, azzannandone gravemente due nel comune di Noicattaro, dove fino al 24 agosto il sindaco ha disposto la chiusura notturna di parchi e aree verdi. La Regione e la Prefettura hanno immediatamente costituito una task force, al lavoro da giorni h24 con droni, termocamere e lacci per catturare il lupo. Il docente di medicina veterinaria dell'Università di Bari Antonio Camarda, che fa parte della task force, evidenzia il "comportamento anomalo" dell'animale "rispetto a quello normale di un lupo" che, per natura, spiega, "non aggredisce l'uomo, perché l'uomo non è una preda". Eppure "dalle informazioni che abbiamo, morfologicamente si tratta di un lupo".











