Roma, 21 agosto 2026 – La cultura torna a pesare nel bilancio delle famiglie italiane quasi quanto prima della pandemia. La spesa media mensile per beni, servizi e attività culturali sale a 108 euro, dai 94 del 2025, e si porta a un passo dai 113 euro del 2019. È il valore più alto dell’intera fase post-Covid e segnala una ripresa dei consumi: libri, cinema, musei, spettacoli e viaggi a contenuto culturale tornano a conquistare spazio.

È la fotografia dell’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio con SWG. La traiettoria è netta: dopo il crollo a 55 euro mensili nel 2020, la spesa era risalita a 68 euro nel 2021, scesa a 60 nel 2022, poi tornata a crescere a 74 euro nel 2023, 90 nel 2024, 94 nel 2025 e 108 nel giugno 2026.

In sei anni è quindi quasi raddoppiata rispetto al minimo pandemico e ha recuperato oltre il 95% del valore del 2019. Ma la distribuzione resta concentrata: il 62% delle famiglie spende meno di 100 euro al mese, il 27% tra 100 e 200, l’8% tra 201 e 400 e soltanto il 3% supera i 400 euro.

Televisione, musica e libri

Nel paniere culturale dominano ancora le attività più diffuse e a più bassa soglia di accesso. Il 92% degli italiani dichiara di aver guardato programmi televisivi, film o serie tv dall’inizio dell’anno; l’87% ha ascoltato musica e l’82% la radio. La lettura conserva una presenza significativa: il 65% ha letto almeno un libro in formato cartaceo o digitale, mentre il 43% ha letto quotidiani su carta o siti a pagamento.