Dopo che a luglio scorso un tribunale turco ha emesso un mandato d’arresto per Netanyahu per l’aggressione alla Flotilla, ora il governo ha annunciato di aver chiesto all’Interpol di inserire il premier israeliano nella lista dei ricercati. A ufficializzarlo è stato lo stesso ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, con un post pubblicato sui social.
La cosiddetta “red notice” è stata chiesta anche per il funzionario israeliano Afek Moskovitch ed è arrivata in conseguenza al procedimento giudiziario aperto a Istanbul sull’intervento contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla, impegnati a portare aiuti umanitari a Gaza. I mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e Moskovitch sono stati emessi il 14 luglio dalla 11esima Corte penale di Istanbul, ha spiegato Gurlek. Successivamente, riporta il sito del quotidiano Daily Sabah, il ministero della Giustizia ha chiesto a quello dell’Interno di avviare la procedura per ottenere la segnalazione con “red notice” dei due. La documentazione è stata inoltre trasmessa al ministero degli Esteri.
Gli imputati sono complessivamente trentacinque. Secondo Gurlek, le autorità turche contestano, in relazione all’operazione e alla successiva detenzione degli attivisti, accuse che comprendono “crimini contro l’umanità”, “genocidio”, “privazione aggravata della libertà”, “lesioni intenzionali”, tortura” e “danneggiamento di proprietà”.










