Una delle tendenze più evidenti dell’industria cinematografica degli ultimi anni è il momento di stanca del Marvel Cinematic Universe (MCU), l’universo narrativo in cui sono ambientate le storie dei supereroi Marvel. Prima della pandemia di Covid-19 queste produzioni erano gli eventi cinematografici più attesi al mondo, capaci di catalizzare un interesse senza eguali e di superare con una certa frequenza il miliardo di dollari di incassi globali, la soglia simbolica a cui aspira ogni blockbuster.

Da allora però è accaduto molto più raramente: dei 14 film dell’MCU usciti negli ultimi sei anni, soltanto due sono riusciti a raggiungerlo. Spider-Man: Brand New Day, il quarto film con Tom Holland nel ruolo dell’Uomo Ragno, lo ha addirittura doppiato: a tre settimane dall’uscita, il 29 luglio, ha già superato i 2 miliardi di dollari, entrando nel ristretto gruppo di film ad aver ottenuto un risultato del genere (sono soltanto 8).

Una parte di questo enorme successo è da attribuire alla popolarità del personaggio. Per la Marvel l’Uomo Ragno è un po’ ciò che Batman rappresenta per la DC Comics, la sua principale concorrente nel mercato delle storie di supereroi. È di gran lunga la proprietà intellettuale più nota e riconoscibile dell’azienda, amata trasversalmente da almeno tre generazioni di spettatori e con una storia editoriale di più di sessant’anni alle spalle.