Il royal editor: “Il figlio ribelle dovrebbe prima scusarsi pubblicamente con Re Carlo e il fratello William”
“Non si tratta di una coppia che cerca di riavvicinarsi alla famiglia d’origine, come ha fatto trapelare, ma di una coppia in crisi economica che punta a crearsi altri introiti speculando sulla loro nuova vita londinese, e su tutto quello che gli girerà attorno”. All'Adnkronos, Robert Jobson, tra i più acuti osservatori delle dinamiche della Corona e firma storica del The Sun, Daily Express e News of the World, nonché volto noto di 'Good Morning America' sul canale americano Abc, commenta la scelta di Harry e Meghan di ritornare nel Regno Unito. Una decisione che ha ribattezzato 'Regrexit', da regret, rimorso, ed exit, in risposta a quel 'Megxit' (Meghan ed exit) coniato dai tabloid inglesi per definire i sei lunghi anni in California, durante i quali "I due hanno lucrato sostenendo di essere stati vittima di bullismo e abusi da parte dei componenti della famiglia reale e del loro staff".
Secondo Jobson, la narrazione del nuovo capitolo è soltanto un’operazione di marketing. Il punto di vista del biografo sulla decisione dei Duchi di Sussex si articola su diversi nodi critici della vicenda. “Prima di stendere i tappeti rossi, Harry dovrebbe chiedere scusa pubblicamente a Re Carlo III. Non con una telefonata riservata o un tè a Highgrove, ma con una dichiarazione aperta al paese”. Jobson ricorda come, solo tre mesi dopo i funerali della Regina Elisabetta II, la coppia avesse rilasciato la docuserie Netflix, a cui sono seguite le accuse fatte durante la celebre intervista con Oprah Winfrey, e altre rivelazioni spiazzanti contenute nel libro Spare. “In particolare, l'attacco alla Regina Camilla, definita da Harry ‘pericolosa e cattiva’, la quale avrebbe sacrificato lo stesso principe sull'altare, rappresenta un tradimento calcolato che non può essere archiviato senza un atto formale di contrizione”.















