di Paola Natalivenerdì 21 agosto 20263' di letturaArrivare a 110 anni è un’impresa biologica straordinaria. Farlo mantenendo una buona salute lo è ancora di più. E proprio per questo i cosiddetti supercentenari, cioè le persone che raggiungono o superano i 110 anni, rappresentano per la scienza una sorta di “finestra” privilegiata sull’invecchiamento umano. Studiando il loro organismo, i ricercatori cercano di capire perché alcune persone riescano a sfuggire, almeno per molto tempo, alle principali malattie associate all’età avanzata, come tumori, malattie cardiovascolari e demenza. Una delle risposte potrebbe trovarsi nel sistema immunitario. Una ricerca pubblicata su Cell Reports e ripresa dalla rivista Nature ha individuato nei supercentenari grandi popolazioni di un particolare gruppo di cellule immunitarie, i linfociti T citotossici, capaci di riconoscere e uccidere altre cellule. Queste cellule, normalmente poco numerose, nei supercentenari sembrano invece moltiplicarsi in modo significativo.Il dato è particolarmente interessante perché alcune di queste cellule mostrano caratteristiche compatibili con un’attività contro le cellule tumorali. In altre parole, il sistema immunitario di chi raggiunge età eccezionali potrebbe essere riuscito, nel corso dei decenni, a costruire una sorta di squadra specializzata nel riconoscere e eliminare potenziali minacce. Ma attenzione: gli scienziati non sostengono che sia stato scoperto il “segreto dell’immortalità”. La ricerca mostra un’associazione, non dimostra ancora che queste cellule siano la causa della longevità. Non è quindi possibile affermare che siano proprio loro a permettere di vivere oltre i 110 anni.Il risultato resta comunque sorprendente. Secondo quanto riportato da Nature, nei partecipanti più giovani queste cellule rappresentavano circa il 4% dei linfociti T; la percentuale saliva intorno al 10% nei centenari e arrivava a circa il 18% nei supercentenari. È come se, mentre il resto dell’organismo invecchia, una parte delle difese immunitarie riuscisse a mantenere una particolare capacità di adattamento. I ricercatori hanno infatti osservato che queste popolazioni cellulari possono derivare dall’espansione di pochi cloni, cioè gruppi di cellule nate dalla stessa cellula originaria. Questo potrebbe indicare che il sistema immunitario abbia incontrato nel corso della vita determinati bersagli e abbia successivamente prodotto un numero sempre maggiore di cellule specializzate nel riconoscerli.È proprio questo aspetto a cambiare il modo in cui gli scienziati guardano all’invecchiamento. Per anni gran parte della ricerca si è concentrata sul progressivo indebolimento delle difese immunitarie con l’avanzare dell’età. Kosuke Hashimoto, biologo dell’Università di Osaka e coautore dello studio, ha sottolineato invece che il sistema immunitario potrebbe continuare ad adattarsi anche in età estremamente avanzata. La scoperta apre così una domanda affascinante: i supercentenari vivono così a lungo anche perché possiedono un sistema immunitario particolarmente efficace nel tenere sotto controllo le malattie?Per ora non abbiamo una risposta definitiva. I campioni analizzati sono limitati e non è ancora chiaro quale sia l’esatta funzione di queste cellule nell’organismo dei supercentenari. Inoltre, la longevità è quasi certamente il risultato di una combinazione di fattori: patrimonio genetico, ambiente, metabolismo, stile di vita e capacità dell’organismo di controllare l’infiammazione e riparare i danni cellulari. Tuttavia, proprio i supercentenari potrebbero aiutare la medicina a comprendere come non soltanto vivere più a lungo, ma vivere più a lungo in salute. Se gli scienziati riusciranno a capire perché il loro sistema immunitario conserva determinate capacità mentre normalmente queste tendono a diminuire con l’età, in futuro potrebbero emergere nuove strategie per proteggere anche le persone più giovani e anziane dalle malattie legate all’invecchiamento. Il vero obiettivo, infatti, non è semplicemente aggiungere anni alla vita, ma aggiungere salute agli anni. E forse, nelle cellule immunitarie dei rarissimi uomini e donne capaci di superare il traguardo dei 110 anni, si nasconde uno degli indizi più interessanti per riuscirci. Per ora il mistero rimane aperto. Ma una cosa appare sempre più chiara: invecchiare non significa necessariamente che ogni parte del nostro organismo debba arrendersi allo stesso ritmo. I supercentenari sembrano dimostrarlo ogni giorno, e il loro sistema immunitario potrebbe essere una delle ragioni più importanti.