I sospetti dietro al cartone animato russo sono stati sollevati da anni anche da alcuni esperti occidentali. In passato anche la Lituania aveva sollevato più di un dubbio sui contenuti per bambini e certi simboli che richiamavano l'epoca sovietica
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che colpisce cinque cittadini russi e quattro organizzazioni legate alla produzione del cartone animato Masha e Orso. Secondo quanto riporta Ukrainska Pravda, tra i soggetti sanzionati figurano lo studio Animaccord, il suo fondatore, il Ceo (che è anche sceneggiatore, regista e produttore della serie), il co-autore e il detentore dei diritti del cartone. Per Kiev, spiega la fonte, la serie «diffonde narrazioni filorusse mascherate da contenuti per bambini», arrivando a rappresentare «una minaccia per la sicurezza nazionale dell’Ucraina».
Cosa aveva scritto il Times sulla propaganda nascosta nel cartone
Non è la prima volta che Masha e Orso, prodotto da uno studio con sede a Mosca e seguito da un canale YouTube in lingua inglese con oltre quattro milioni di iscritti, viene accostato al Cremlino. Già nel 2018 il Times aveva raccolto il parere di alcuni esperti secondo cui dietro i due personaggi si nasconderebbero simboli sovietici e riferimenti a Putin. Tra le voci citate dal quotidiano britannico c’era Anthony Glees, docente di Intelligence all’Università di Buckingham, secondo cui «Masha è un personaggio esuberante ma allo stesso tempo cattivo e impavido, parla spesso del suo fisico, del suo peso leggero e non è inverosimile vedere in lei tratti che ricordano Putin». Lo stesso quotidiano citava anche la Communication School di Tallinn, secondo cui Orso rappresenterebbe apertamente la Russia e il suo carattere affettuoso servirebbe a ripulire l’immagine del Paese agli occhi dei più piccoli.










