Gentile Direttore, leggo dal sito di Rai News che i soldati israeliani hanno fermato dei palestinesi civili rilasciandoli poi marchiati in fronte con dei numeri che tanto ricordano i tempi bui della storia della nostra Europa e del nostro mondo. Sarei curioso di sapere cosa ne pensa la senatrice signora Segre.
F.G.La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti Caro lettore, faccio un breve riassunto di ciò che è accaduto per chi non conoscesse i fatti. Il 17 agosto scorso in un’operazione militare in Cisgiordania alcuni soldati israeliani hanno scritto numeri identificativi con il pennarello sulla fronte e sulle braccia di palestinesi fermati. Tra di essi c’era anche il giornalista Mahmoud Zakarneh, marchiato con il numero 44, che ha poi denunciato in un video l’accaduto. L’episodio, che ha ovviamente suscitato grande clamore a livello internazionale, è stato confermato dall’Idf, l’esercito israeliano, che ha però’ parlato di vicenda “appresa”, cioè non programmata né autorizzata. Ma si tratta di una giustificazione spesso usata dall’Idf in questi casi e che non cambia di nulla la sostanza di ciò che è accaduto. Ne’ tantomeno il giudizio su questo odioso episodio. Personalmente la penso esattamente come la storica ebrea Anna Foa che ha parlato di disumanizzazione e di un evidente richiamo alle pratiche naziste nei campi di concentramento. È evidente che, anche si trattasse di iniziative di singoli militari e non di un’azione pianificata, siamo di fronte a una comportamento ripugnante e infame, degno dei nazisti, che non a caso ha suscitato la reazione choccata anche da parte degli esponenti dell’opposizione al governo Netanhyau. Detto ciò, faccio fatica a capire le righe finali della sua lettera: cosa c’entra in tutto questo la senatrice Liliana Segre? Forse che la senatrice pur avendo vissuto sulla propria pelle l’esperienza dei lager nazisti, potrebbe, in quanto ebrea, a suo giudizio, giustificare l’odioso e disumano comportamento dei militari israeliani in Cisgiordania? E cosa glielo fa pensare? Forse il preconcetto (o la convinzione) che, in fondo, gli ebrei sono tutti uguali? O cos’altro? E non pensa che solo avanzare un dubbio simile, fondato sul nulla, sia una forma di pericoloso pregiudizio? Perché è proprio il pregiudizio che spesso arma l’odio e la violenza. Non solo quella dei soldati israeliani.






