Martedì 1° settembre. Segnatevi questa data, perché è quella giusta: niente slittamenti, niente eccezioni tra Poste e banche. La pensione del nono mese dell'anno sarà disponibile lo stesso giorno per tutti, che si riscuota allo sportello, su conto bancoposta, conto corrente bancario, libretto con Iban o carta Postepay Evolution abilitata agli accrediti. Il motivo è semplice: il calendario Inps prevede il pagamento nel primo giorno bancabile del mese, e questa volta il primo settembre cade di martedì, giorno feriale pieno. Niente weekend di mezzo, niente doppio binario come accaduto invece ad agosto, quando il sabato 1° aveva costretto i correntisti bancari ad aspettare fino al 3.

Come riscuotere la pensione Chi preferisce ancora il contante allo sportello postale dovrà però fare attenzione alla turnazione alfabetica. Ogni ufficio organizza il ritiro scaglionando i cognomi su più giorni, per evitare code e ridurre la ressa alle casse: la lettera iniziale del cognome determina il giorno di accesso, e il calendario è affisso all'esterno di ciascun ufficio postale. La data di disponibilità della somma sul conto, va chiarito, non cambia: cambia solo il giorno in cui è possibile andare a prelevarla di persona. Ricordiamo anche che il prelievo diretto in contanti non è consentito per importi mensili superiori ai mille euro: sopra quella soglia l'accredito su strumento con Iban diventa obbligatorio.Conguagli e trattenute La vera partita di settembre, però, non si gioca sulla data ma sul contenuto del cedolino. Due fenomeni si intrecciano e possono modificare, in un senso o nell'altro, l'importo netto che finisce in tasca. Il primo riguarda i conguagli Irpef da modello 730. L'Inps, in qualità di sostituto d'imposta, riceve dall'Agenzia delle Entrate i prospetti di liquidazione e applica rimborsi o trattenute seguendo un calendario scandito dalla data di trasmissione della dichiarazione: chi ha inviato il 730 entro la fine di maggio ha già visto il conguaglio nel cedolino di agosto, mentre chi lo ha trasmesso tra il 1° e il 20 giugno lo troverà proprio nel cedolino di settembre. Chi ha tardato ancora dovrà attendere ottobre o novembre, e chi presenta la dichiarazione senza sostituto d'imposta riceverà il rimborso direttamente dall'Agenzia delle Entrate, di norma non prima di dicembre. Vale la pena non rimandare troppo l'invio della dichiarazione, soprattutto per chi ha un credito consistente: ogni mese di ritardo sposta avanti di un mese l'accredito. Per i rimborsi più sostanziosi, superiori ai 4mila euro, o soggetti a verifica documentale, i tempi si allungano ulteriormente, con accredito che può arrivare fino a marzo dell'anno successivo. Chi invece ha un debito Irpef, su pensioni fino a 18mila euro annui e importi sopra i cento euro, vedrà la trattenuta rateizzata fino a novembre, con interessi sulle rate successive alla prima.Chi non ha trasmesso i dati Il secondo fenomeno è più delicato e riguarda una platea più circoscritta: la trattenuta del 5% già comparsa sul cedolino di agosto per i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito e non hanno comunicato all'INPS le informazioni reddituali richieste. Non si tratta di un taglio generalizzato degli assegni, ma di una misura che colpisce solo chi non ha trasmesso i dati richiesti, e che si conferma anche sul rateo di settembre. Chi si riconosce in questa casistica ha tempo fino al 15 settembre per presentare la domanda di ricostituzione e sanare la propria posizione, evitando che la trattenuta prosegua nei mesi successivi.Come leggere il cedolino Per chi vuole vederci chiaro, l'Inps mette a disposizione il servizio online "Cedolino della pensione", accessibile con SPID, CIE o CNS dall'area riservata MyINPS. Una volta selezionato il mese di riferimento, si può consultare il dettaglio di ogni voce: importo lordo, trattenute Irpef e addizionali, detrazioni, eventuali recuperi di indebiti e, appunto, i conguagli fiscali. Il servizio permette anche di confrontare i cedolini di mesi diversi e di verificare nel dettaglio l'esito dell'assistenza fiscale legata al modello 730-4. Un controllo che vale la pena di fare ogni mese, ma che a settembre diventa quasi un appuntamento fisso: tra rimborsi in arrivo e trattenute da verificare, la busta della pensione racconta sempre qualcosa in più del solo importo in fondo alla pagina.