Dopo il devastante attacco avvenuto su Kiev nella notte tra il 19 e il 20 agosto e che ha provocato almeno 16 vittime civili le armi si sono zittite per qualche ora. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere con forza nuovi sistemi Patriot ai partner occidentali, unici in grado di fermare i missili balistici di Mosca. Reazioni dall'Unione Europea e tensioni ai confini della Nato, con la mobilitazione delle difese aeree in Polonia e Romania.

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in evidenzaNotte tranquilla su Kiev dopo quella devastante del giorno prima che ha portato alla morte di almeno 16 civili. Per nove ore la Russia ha fatto piovere sulla città missili balistici, missili da crociera e droni: secondo l'aeronautica ucraina, dei 44 missili lanciati ne sono stati abbattuti 39, ma proprio i balistici restano l'ostacolo più difficile da neutralizzare.

Da qui il rinnovato appello di Volodymyr Zelensky ai partner occidentali. "Purtroppo, mentre la Russia investe in razzi e continua nell'escalation, il mondo non sempre reagisce in modo adeguato", ha dichiarato il presidente. Il nodo, ha spiegato, sono proprio i missili balistici: se circa il 90% dei missili da crociera è stato intercettato, contro i balistici la situazione è molto peggiore. "Siamo indifesi sui missili balistici, ci servono i Patriot", ha ribadito, sottolineando che Kiev non chiede regali ma è pronta a comprare le armi, e che a mancare sono le decisioni politiche dei partner, a partire dagli Stati Uniti.