di Lisa CiardiFIRENZERegista, studioso di teatro, da sempre convinto che recitare potesse essere anche uno strumento di riscatto sociale. Si è spento nella notte fra mercoledì e giovedì, nella Rsa Chiarugi di Empoli, Gianfranco Pedullà, fondatore nel 1980 di Mascarà Teatro, poi storico direttore artistico del Teatro popolare d’arte, conosciuto anche per il suo impegno nei progetti in carcere. Sessantanove anni, residente a Montespertoli, era rimasto coinvolto, nel luglio 2025, in un terribile incidente stradale lungo via Vecchia Pisana, a Lastra a Signa. La diagnosi aveva accertato una sindrome di "Locked in", che lo portava a essere vigile e cosciente, senza però potersi muovere o parlare.
Accanto a lui, per tutti questi mesi, sono rimasti la moglie Fabiola, i figli, i fratelli e la sorella; ma anche la comunità del teatro e i "suoi" detenuti non hanno mai mancato di ricordarlo negli spettacoli. "Con grande dolore annunciamo la perdita del nostro caro Gianfranco Pedullà, uomo di teatro, regista, intellettuale, scrittore, curioso della vita, compagno, padre e fratello meraviglioso", hanno detto ieri la moglie Fabiola e i figli Mattia e Zeno, insieme a tutta la famiglia. "Fondatore del Teatro popolare d’arte e suo storico direttore, Gianfranco è stato per tutti noi molto più di questo – ha proseguito Francesco Giorgi, direttore organizzativo della Compagnia – una presenza, un maestro, un compagno di strada, un uomo capace di trasmettere idee, passione e un inesauribile spirito vitale. Quello spirito vitale, da stanotte, non è più qui con noi. In questo momento è difficile trovare altre parole".







