HomeUmbriaCronaca"La mia danza per Andrea Bocelli". Tour internazionale di Angelica GismondoLa ballerina umbra celebra l’arte del Maestro: "La mia storia professionale ha qualcosa di cinematografico"La ballerina umbra Angelica Gismondo si esibisce con il Maestro BocelliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAngelica Gismondo, ballerina umbra, racconta da Gdansk il suo presente accanto al Maestro Andrea Bocelli, tra i più importanti palcoscenici internazionali e una storia professionale che, come dice lei stessa, ha qualcosa di cinematografico. "Mi trovo a Gdansk, dove questa sera ci esibiremo con il Maestro Andrea Bocelli. Il tour Romanza celebra i suoi 30 anni di carriera e ci porterà da Vienna agli Stati Uniti, fino a Emirati Arabi, Arabia Saudita e Indonesia. Vivo un sogno ad occhi aperti. Nel Maestro Andrea e sua moglie Veronica ritrovo i valori in cui ho sempre creduto: semplicità, umanità e importanza delle persone. In un mondo di grandi palcoscenici, è forse proprio questo il vero lusso".

Una scelta, poi la svolta "La mia storia credo abbia qualcosa di cinematografico. Io vengo dal teatro. Negli ultimi tempi mi capitava di sentirmi come dentro una bolla. Non ho mai inseguito un traguardo preciso con l’idea che raggiungerlo avrebbe significato avere successo. Ho sempre cercato, piuttosto, quella sensazione difficile da spiegare ma facilissima da riconoscere: sentirmi a casa dentro quello che facevo. Ho sempre creduto che il vero segreto fosse essere. Passiamo gran parte della vita in lotta con noi stessi, cercando di diventare qualcosa, di arrivare, di dimostrare, di avere successo. E forse, invece, il successo più grande è riuscire a coincidere sempre di più con ciò che siamo. Così d’un tratto mi sono licenziata, senza avere niente tra le mani. Il giorno dopo una chiamata: cercavano una ballerina per il concerto del Maestro Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio. Da lì la proposta di diventare la loro ballerina ufficiale per i tour. Oltre a danzare, accompagno il Maestro tra un brano e l’altro. Come dice lui, sono un po’ il suo "angelo custode". Tenergli la mano pochi istanti prima di entrare in scena e ritrovarla subito dopo significa essere vicina a emozioni che difficilmente si possono raccontare".