Il testo in discussione del nuovo Codice della Strada prevede modifiche destinate ad arginare il fenomeno delle targhe estere: introduce limiti più stringenti per i veicoli che circolano in Italia.

Targhe polacche sì, ma a determinate condizioni. Le norme previste dal nuovo Codice della Strada (ancora in approvazione) potrebbero portare a un forte ridimensionamento del fenomeno dei veicoli immatricolati all'estero ma usati abitualmente in Italia, ma senza bloccarlo del tutto: potrebbero tagliare fuori le assicurazioni estere "low cost", proprio quelle che sono alla base del sistema che ha spopolato e spopola soprattutto tra Napoli e provincia.

Il meccanismo, ormai, è ben noto, ed è lo stesso che era stato utilizzato prima con le assicurazioni bulgare e romene, attualmente con quelle polacche e che si sta spostando verso quelle della Repubblica Ceca. Il cittadino vende formalmente la propria automobile ad una società polacca, che la reimmatricola in Polonia e la concede in noleggio all'ormai ex proprietario, che quindi non dovrà più pagare direttamente bollo e assicurazione ma soltanto il canone, decisamente più basso. Il risparmio è notevole, specialmente in città come Napoli: invece di spendere anche 2mila euro e oltre all'anno, ne pagherà intorno ai quattrocento. Tutto apparentemente lecito: la Polonia fa parte dell'Unione Europea e le auto polacche possono circolare anche negli altri Stati membri. I problemi, però, sono negli escamotage che vengono spesso utilizzati: assicurazioni polacche false anche all'insaputa dell'ex proprietario/conducente, revisioni che vengono effettuate soltanto sulla carta perché il veicolo in realtà non lascia mai l'Italia.