Howto
Avviare la copia di un file da 100 o 200 GB su un SSD può produrre un comportamento apparentemente inspiegabile: nei primi secondi Windows mostra 1,5 GB/s, 2 GB/s o anche di più, poi la velocità precipita a poche centinaia di MB/s. Su alcune unità economiche può scendere addirittura sotto i 100 MB/s. Con le chiavette USB lo scenario può risultare ancora più evidente: un dispositivo di memorizzazione che, sulla carta, dovrebbe scrivere al ritmo di centinaia di MB/s può partire molto velocemente e poi stabilizzarsi su valori drasticamente inferiori.
Molti dispositivi dotati di memoria flash sono progettati proprio per fornire prestazioni molto elevate per brevi raffiche di scrittura, sfruttando cache veloci; quando però la copia prosegue abbastanza a lungo, emerge la velocità reale della memoria NAND sottostante. A quel punto entrano in gioco anche garbage collection, quantità di spazio libero, temperatura, controller, DRAM e tipo di NAND utilizzata.
Le memorie NAND non si comportano come la RAM
Un’unità SSD non memorizza i dati semplicemente sovrascrivendo una cella ogni volta che Windows richiede un’operazione di scrittura.







