Il paradosso del giornalista che contesta un giudice: Ranucci sembra rivendicare l’immunità dalle critichedi Nicola Saracino*giovedì 20 agosto 20263' di letturaSe fosse vero che Sigfrido Ranucci coltivava ambizioni politiche, il problema non sarebbe secondario. Un giornalista d’inchiesta non può permettersi di assomigliare troppo a un attore della contesa politica, perché il suo mestiere vive di una distanza netta dai fatti e dalle persone che indaga. Il punto è questo: il giornalismo investigativo gode di una libertà più ampia, ma proprio per questo richiede una responsabilità più alta. La giurisprudenza tutela l’inchiesta, riconoscendole margini più elastici rispetto al giornalismo di pura cronaca, ma non per questo allenta i doveri di verità, pertinenza, continenza e corretto uso delle fonti.Chi fa inchiesta, insomma, non può trasformare il proprio lavoro in una piattaforma di consenso. Perché quando il sospetto comincia a sovrapporsi all’interesse politico, l’oggetto dell’indagine rischia di diventare strumento di posizionamento personale, e non più esercizio indipendente di informazione. Il paragone con un pubblico ministero è forte, ma coglie il punto: nessuno accetterebbe che un magistrato usi il proprio ruolo per preparare il terreno contro futuri avversari. Allo stesso modo, il giornalista che indaga sul potere deve restare esterno al gioco del potere, altrimenti perde la credibilità che gli consente di esercitare la sua funzione.Il ragionamento vale in generale, ma diventa ancora più stringente quando l’inchiesta si svolge nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo. La Rai, in quanto ente finanziato con risorse pubbliche, ha un dovere di neutralità e di equilibrio che non ammette ambiguità: chi conduce programmi di inchiesta su un canale pubblico non può essere percepito come un attore politico in formazione, perché così facendo comprometterebbe la fiducia del pubblico nell’intero servizio."Il colloquio di lavoro e le avance di Ranucci": parla Angela CamusoUn colloquio di lavoro trasformatosi molto presto in avance. È il racconto-choc della giornalista Angela Camuso, ...IL FENOMENO