Mentre in Colombia si continua a scavare tra le macerie e il bilancio del terremoto sale a 314 morti, il nuovo presidente Abelardo de la Espriella ha affidato ai canali istituzionali una singolare lettura "religiosa" della catastrofe. Secondo il capo dello Stato, Dio avrebbe deciso "nella sua saggezza" di mandare un terremoto sul Paese "proprio il giorno dell'inizio" del suo mandato.Parole pronunciate mentre le dimensioni del disastro continuano ad aumentare. Il sisma del 10 agosto di magnitudo 7,4, con epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, ha provocato, ad oggi, almeno 314 vittime. Secondo l'ultimo bilancio dell'Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri, 4.437 persone sono rimaste ferite e 262 risultano ancora disperse. I soccorritori hanno tratto in salvo 364 persone e le ricerche proseguono.L'emergenza investe una parte enorme del Paese: 262.154 persone appartenenti a 147.464 famiglie, distribuite in 471 Comuni di 15 dipartimenti, risultano colpite. Sono state danneggiate 136.946 abitazioni e altre 30.664 sono state distrutte. Il terremoto ha interessato anche 352 strutture sanitarie, 3.470 scuole, 449 strade, 58 ponti e cinque aeroporti.La dichiarazione di De la Espriella arriva a meno di due settimane dal suo insediamento, avvenuto il 7 agosto a Cali. Il 48enne avvocato e imprenditore, eletto al ballottaggio del 21 giugno contro il candidato della sinistra Iván Cepeda, ha preso il posto di Gustavo Petro, segnando una brusca svolta a destra nella politica colombiana. Soprannominato "El Tigre", De la Espriella ha costruito la propria ascesa politica su posizioni di destra radicale e su una forte vicinanza al trumpismo statunitense. Durante la campagna elettorale aveva indicato come modello per la sicurezza il presidente salvadoregno Nayib Bukele e, sul piano economico, le politiche ultraliberiste di Javier Milei.La svolta era diventata evidente già nel suo discorso di insediamento. "È cominciato il tempo del recupero dell'ordine e dell'autorità", aveva annunciato, dichiarando esaurita "la scelta del dialogo" con le organizzazioni armate. Tra i primi provvedimenti sono arrivati il trasferimento di circa cento detenuti in carceri di massima sicurezza e l'annuncio di una nuova strategia contro narcotrafficanti e guerriglie, mentre sul piano economico il presidente ha promesso il congelamento della spesa pubblica e l'eliminazione dell'imposta sul patrimonio. Il suo mandato era iniziato immediatamente in un clima di tensione: il giorno successivo all'insediamento, dissidenti delle Farc avevano distrutto con esplosivi un casello vicino a Cali. De la Espriella aveva risposto promettendo che per i responsabili non ci sarebbero stati "né rifugio, né clemenza, né impunità".