Il tribunale superiore di Stoccarda ha condannato a quindici mesi un cittadino ucraino per attività di intelligence finalizzata a possibili sabotaggi per conto di un attore statale russo. Assolti gli altri due imputati. Non è stata invece dimostrata l’esistenza di un piano concreto per spedire pacchi incendiari. Una sentenza che ridimensiona parte dell’impianto accusatorio, ma conferma l’interesse russo per le rotte logistiche tra Germania e Ucraina
Due pacchi, alcuni ricambi per automobili e altrettanti localizzatori Gps. È su questa operazione, apparentemente marginale, che si è chiuso martedì 18 agosto, davanti al tribunale superiore regionale di Stoccarda, uno dei procedimenti tedeschi più recenti sulle attività russe di intelligence e sabotaggio in Europa.
Uno dei tre imputati, un cittadino ucraino di trent’anni, è stato condannato a un anno e tre mesi di carcere per attività di intelligence finalizzata al sabotaggio. Gli altri due, di 22 e 25 anni, sono stati assolti. La sentenza non è definitiva e può essere impugnata davanti alla Corte federale di giustizia. A riportarne nel dettaglio le motivazioni è Ukrinform; il verdetto è stato confermato anche da Reuters e Associated Press.








