Billy Costacurta dalle pagine de La Repubblica avalla il pensiero di Sara Curtis ("Sinner mi ha fatto i complimenti, i calciatori si sentono su un piedistallo") e rincara la dose: "Si i calciatori si sentono sul piedistallo e ce li mettiamo noi". "Ma voi avete sentito parlare più della medaglia meravigliosa di Larissa Iapichino o di Vicario che è tornato in Italia? Più di quello che ha fatto di eccezionale Tamberi o dell’amichevole del Milan? Io sono a Milano, siamo quattro gatti, parlano tutti di calcio. È una questione di debolezza dell’ambiente", dice nell'intervista.
Sono molti gli sport in cui l'Italia è diventata vincente, lo stesso non si può dire del calcio. Ma Costacurta taglia corto: "Contrapposizione inutile che non capisco. Ed è un discorso complesso che non vorrei liquidare. C’è un movimento meraviglioso di altri sport di grande successo e c’è anche il pallone che amiamo, ci appassiona, ci fa ridere, piangere".
Il problema secondo l'ex calciatre è che "di talenti ne abbiamo pochi e abbiamo una generazione caratterialmente più fragile. Guardi, io sono stato un giocatore normale che però aveva la fortuna di andare in campo con campioni pazzeschi: oggi dove sono i Maldini? I Baggio? Ma siamo noi che li facciamo diventare così fragili. Diamo loro un peso eccessivo da sopportare. Non li aiutiamo a crescere. Il calcio mette pressione, c’è tensione, arriva la fama. Oggi Sara Curtis la conoscono tutti, dopo sei medaglie e due record del Mondo. La fermeranno, le chiederanno foto, anche lei dovrà imparare a gestire la popolarità. Ceccon lo ha ammesso: la sua vita è cambiata".






