L’intelligenza artificiale è entrata nella fase in cui sono i CEO a dover decidere confini operativi, responsabilità e criteri per valutare i risultati. Gli agenti AI non sono più soltanto strumenti per scrivere testi, cercare informazioni o assistere singoli lavoratori: iniziano a pianificare attività, interrogare sistemi aziendali, proporre azioni e, in alcuni casi, arrivare a eseguirle dentro regole definite.La pressione arriva da tre fronti. Il primo è tecnologico: secondo il Capgemini Research Institute, nel report “Rise of agentic AI” basato su 1.500 senior executive in 14 Paesi, solo il 2% delle organizzazioni ha già scalato pienamente gli agenti AI, ma il 23% ha avviato piloti e il 61% ne sta esplorando l’adozione. Il secondo è economico: la Global Survey 2025 di McKinsey rileva che l’88% delle organizzazioni usa AI in almeno una funzione, ma solo il 39% dichiara un impatto sull’ebit a livello aziendale. Il terzo è regolatorio: dal 2 agosto 2026 sono entrate in vigore le regole di trasparenza dell’AI Act e parte l’enforcement per le norme già applicabili, mentre gli obblighi su diversi sistemi ad alto rischio slittano al 2 dicembre 2027 dopo l’AI Omnibus.Indice degli argomenti