Se torturi i numeri abbastanza a lungo, come si sa, confesseranno qualsiasi cosa. Ma a volte è sufficiente leggerli allo specchio. Per festeggiare un nuovo record da attribuire al governo Meloni basta per esempio prendere un indicatore Eurostat che misura quanti italiani non possono permettersi una settimana lontano da casa, ribaltarlo e trasformarlo nella quota di chi si concede la villeggiatura. Il risultato è il presunto record rivendicato a più riprese, a partire da Ferragosto, dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi: “Negli anni del nostro governo la media degli italiani che va in vacanza è aumentata al 66,7%“, mentre nei diciotto anni precedenti era “ferma al 58%”. Poco importa se pure il Sindacato italiano balneari ha fatto sapere che complice il caro prezzi e in particolare l’aumento del costo dei carburanti “a salvare l’estate sulle spiagge italiane sono stati gli stranieri” e se, secondo le associazioni consumatori, il numero di giorni di stacco continua ad accorciarsi causa potere d’acquisto in calo.
Da dove esce allora il sorprendente primato? Il ministero che fu di Daniela Santanché è partito dall’indagine European Union Statistics on Income and Living Conditions, con cui l’istituto di statistica europeo chiede alle famiglie se hanno le risorse economiche necessarie per sostenere alcune spese considerate elementi importanti della vita sociale. Tra queste c’è anche la possibilità di pagarsi una settimana fuori casa ogni anno. L’indicatore misura la percentuale di popolazione che risponde: no, non posso.







