Una versione di ChatGpt pensata per gli adolescenti tra i 13 e i 17 anni, con maggiori restrizioni su contenuti sensibili come autolesionismo, suicidio e conversazioni di natura romantica o sessuale. È ChatGpt for Teens, il nuovo servizio di OpenAI pensato per offrire una versione “su misura” del chatbot alla prima generazione che è cresciuta utilizzandola, soprattutto per attività quotidiane come i compiti scolastici. L’azienda ha dichiarato di voler guidare gli adolescenti a un “uso sano” dell’IA in un ambiente adeguato alla loro età, soprattutto a seguito di vari allarmi lanciati da genitori, educatori ed esperti di sviluppo infantile rispetto alla vulnerabilità di bambini e adolescenti in relazione a questi strumenti.
Per uno studio condotto l’anno scorso, infatti, dei ricercatori si sono finti adolescenti vulnerabili e hanno intrapreso conversazioni con ChatGpt per testarne i rischi. Il chatbot di OpenAI, pur mettendo inizialmente in guardia contro attività rischiose, abbandonava presto le riserve e forniva istruzioni dettagliate e personalizzate per seguire diete ipocaloriche, fare uso di alcol e sostanze stupefacenti, nascondere disturbi alimentari o autolesionismo e persino scrivere una lettera di addio ai genitori. Un rischio che, come ha rilevato l’organizzazione Common Sense Media, cresce se si considera che negli Stati Uniti oltre il 70% degli adolescenti si rivolge ai chatbot per compagnia e il 50% li utilizza regolarmente, generando, su stessa ammissione dell’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, una “dipendenza emotiva” che l’azienda sta cercando di studiare, in quanto “davvero comune” tra i giovani. Parole che richiamano il processo contro Meta appena partito negli Stati Uniti, in cui l’azienda della Silicon Valley è stata accusata di aver fatto cadere “volontariamente” i più giovani nella dipendenza da Instagram e Facebook.







