La narrazione di Mosca Alla domanda "Ti sei pentita?", la sua risposta è stata chiara: "No". La 32enne avrebbe confessato di aver posizionato un ordigno in un cestino dei rifiuti, ha atteso il passaggio dell'ufficiale russo, poi ha fatto esplodere il dispositivo a distanza. Quando è stata catturata dopo l'attentato, la donna aveva ancora con sé il telecomando per azionare la bomba. Avrebbe agito, stando a quanto riportano i media russi, dopo aver ricevuto un pagamento in criptovalute dai servizi ucraini. La sua presunta confessione, però, non è stata verificata indipendentemente. Il ritratto fornito da Mash, canale russo considerato vicino agli apparati di sicurezza, è netto e brutale. La donna, descritta come "escort" residente a Soci, avrebbe progettato di lasciare la Russia dopo l'attentato. Ma tutti questi dettagli devono essere letti alla luce della propaganda di guerra, proprio perché diffusi dalle autorità e media russi.
"Escort russa arrestata per l'uccisione dell'ex ufficiale ucraino in Crimea" | I media di Mosca: "Ha confessato di aver agito su ordine di Kiev"
I media russi: "Ha confessato di aver agito su ordine di Kiev"










