CASARSA (PORDENONE) - Dai Comuni di Casarsa e San Vito arriva la risposta a Domenico Erbaio, il cittadino che ha lamentato una condizione abitativa difficile, riferendosi a un alloggio di Palazzo Brinis. Il Comune di Casarsa è il proprietario dell'edificio, ma l'accoglienza è sotto la lente dei servizi sociali sovracomunali dell'Ambito del Tagliamento. L'amministrazione di Casarsa non si tira indietro, ma è consapevole che la sua parte l'ha fatta, proprio mettendo a disposizione il palazzo per le persone con fragilità. Erbaio, altra nota che arriva dal Comune di Casarsa è «cittadino di San Vito al Tagliamento, Comune al quale avrebbe dovuto rivolgersi».
GLI INCONTRI Eppure, il sindaco Claudio Colussi ha voluto seguire personalmente la situazione di quest'uomo che fatica ad arrivare a fine mese. Lo aveva incontrato già prima della segnalazione sulla stampa. «Sembra che il nostro Comune lasci le persone per strada o peggio le costringa a vivere in un tugurio - dichiara Colussi -. Palazzo De Lorenzi Brinis è sì un edificio storico ma comunque abitabile e la stanza in cui vive è accatastata come camera, dato che ha le metrature necessarie per l'abitabilità. Ma si tratta di una soluzione temporanea data a lui come alle altre persone, tra cui nuclei famigliari, provenienti da diversi Comuni della zona e seguite dall'Ambito sociale Tagliamento che ha in gestione la struttura. Persone che sono ospitate a Casarsa mentre altre invece non hanno neanche questa opportunità di avere un tetto sopra la testa: con le giuste parole, usando del tatto, l'ho fatto presente durante il nostro colloquio».L'ACCORDO In ogni caso il sindaco ha di nuovo contattato l'Ambito. «Siamo rimasti d'accordo - sottolinea Colussi - che non appena Erbaio troverà un lavoro che gli permetta una remunerazione maggiore, potrà accedere a un altro alloggio. Contiamo che la sua ricerca di un nuovo lavoro possa permettergli di migliorare la sua situazione. Ma non ci stiamo a passare come l'amministrazione comunale che non si prende cura delle persone, anche se sono di altri Comuni. Da oltre 20 anni Palazzo De Lorenzi Brinis ha questa funzione e sono state tantissime le persone accolte grazie alla disponibilità di Casarsa a e della sua comunità». Il Comune fa presente che le varie questioni sollevate da Erbaio, come finanziamenti e buoni pasto, non sono state di sua competenza né ora né in passato.LA GESTIONE Anche il Comune di San Vito ha voluto fare delle precisazioni, in accordo con il Servizio Sociale dei Comuni Ambito Territoriale Tagliamento. La gestione degli appartamenti è affidata ad una cooperativa che, su incarico del Servizio Sociale di Ambito, concede gli alloggi per realizzare specifici progetti individualizzati. «Il locale assegnato non è un ripostiglio, bensì una camera da letto che rispetta i requisiti urbanistici previsti per tale destinazione d'uso: è dotata di finestra, ha una superficie di circa 8 metri quadrati (e non 4), ed è arredata con letto singolo, comodino e armadio. Inoltre, il signor Erbaio vi ha installato un condizionatore portatile», fa sapere Andrea Minato, responsabile dell'Area Adulti e Territorio dell'ambito territoriale che segue il caso da vicino.«Le condizioni igieniche dell'appartamento non risultano affatto precarie continua la nota Gli insetti mostrati nelle fotografie sono comuni in molte abitazioni e non costituiscono, di per sé, elemento indicativo di una situazione di insalubrità. La pulizia degli spazi è affidata agli ospiti dell'alloggio ed è periodicamente monitorata dal personale del Servizio Sociale e della cooperativa incaricata». Ogni giorno il personale socio assistenziale garantisce supporto a un coinquilino ultrasettantenne (non ottantenne) che continua a risiedervi per propria scelta e non per la presunta assenza di una Rsa, è l'altra precisazione che viene fatta rispetto alle parole di Erbaio.






