Una buona notizia per tutti i viaggiatori. L’attività eruttiva dell’Etna sembra concedere una pausa dopo giorni di emissione continua di cenere vulcanica che è arrivata persino fin sui cieli di Malta e della Libia. Allo stato attuale, è già stato riaperto un settore dello spazio aereo ma per il ripristino di arrivi e partenze nello scalo di Catania Fontanarossa bisognerà attendere le ore 14 del 15 agosto.La nota della Sac“In seguito al passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da RED a ORANGE, è stata disposta la riapertura immediata del settore C1”, spiega la Società Aeroporto Catania. “L’attuale contaminazione dell’infrastruttura aeroportuale e la presenza di cenere vulcanica osservata nel settore B3, comporta al momento la sospensione di arrivi e partenze fino alle ore 14:00 di oggi, 15 agosto”. Per questo motivo, tutti i passeggeri sono invitati a verificare i dettagli del proprio volo contattando le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.La nota dell’IngvQuanto avviene da questa mattina viene spiegato anche da una nota dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “L’attività esplosiva è in diminuzione; è ancora in corso una debole emissione di cenere; non si registra produzione di nubi di cenere e la cenere vulcanica è confinata all’area della sommità”: sono questi i dettagli forniti dal Vona, “Volcano observatory notice for aviation”, diffuso dall’Ingv di Catania che indica il codice “arancione” il calo rispetto al precedente “rosso”.“Un’emergenza che si ripete”Quanto accaduto a Catania ha avuto ripercussioni per l’economia etnea ma anche di quella siciliana con centinaia di voli cancellati, disdette in strutture ricettive e vacanzieri impossibilitati a raggiungere le mete desiderate. Voglio manifestare tutta la mia vicinanza ai turisti e anche a tutti gli operatori che in questo momento si stanno prodigando a Catania”., afferma il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ai microfoni di Rtl 102,5. “Dovremmo fare una riflessione, nel momento in cui questa emergenza sarà superata, perché in fondo questa è un’emergenza che si ripete”. Si dovrà, necessariamente, fare una riflessione e capire come essere preparati per le prossime volte perché, si sa, l’Etna è il vulcano più attivo d’Europa e fasi come queste si ripresenteranno certamente in futuro. “Se da un lato dico ai turisti di difendere i propri diritti perché esistono delle regole europee che sono molto importanti, che si sono rafforzate proprio dopo il caso di un’eruzione che ci fu in Islanda Nel 2010 - prosegue il ministro - Da quel momento in avanti quelle regole sono cambiate,quindi sono di grande tutela per i viaggiatori. Da un’altra parte dico che occorrerà rafforzare quella collaborazione che c’è già tra la Protezione civile e tutte le realtà coinvolte: l’Enac, gli aeroporti,i Comuni, le forze dell’ordine”, sottolinea Mazzi. Infine, il ministro spiega che le associazioni di categoria hanno anticipato anche una lettera che manderanno al Ministero del Turismo. “Io sono pronto a lavorare per questa cabina di regia perché è evidente che in futuro dovremo essere più pronti di fronte a queste emergenze che alla fine non sono emergenze, perché in futuro alla prima cenere dovranno scattare delle procedure che dovremo aver già definito e quindi renderci immediatamente operativi per favorire non solo i turisti ma anche i nostri operatori, le nostre associazioni”, conclude.