La frase che più si ascolta in questi giorni girando per porti, aeroporti e stazioni è sempre la stessa: «In questi giorni bisogna starsene a casa». E invece sotto tutti lì, ammassati. Molto sono gli stessi dell’anno scorso e dell’anno prima ancora: la partenza di metà agosto è ormai un rito a cui nessuno vuole rinunciare. E allora ecco i disagi, le file, le code affrontati, tutto sommato, anche con pazienza ma sempre con l’immancabile lamentela pronta a farla girare sui social tanto per dire, io c’ero. È il caso di Capodichino, ieri, dove si è registrato qualche altro record: i dati sono straordinari: l’aeroporto di Napoli ha chiuso luglio con 1 milione e 578 mila passeggeri (+8%) e prevede di raggiungere 1 milione e 615 mila passeggeri ad agosto (+6%). E allora di cosa ci vogliamo lamentare se ponte di mezza estate compreso tra lunedì 10 e domenica 16 agosto sono previsti circa 370mila passeggeri, equamente suddivisi fra arrivi e partenze, di cui 290mila sul segmento internazionale e 80mila su quello nazionale? A Capodichino è la folla di questi giorni la fonte di qualche disagio.
IL RETROSCENA Cosa completamente diversa, invece, per quanto riguarda il Beverello. Lì la folla c’è ed è quella prevista e prevedibile, solo che la struttura è assolutamente insufficiente. Ieri solite scene di persone in fila con trolley e valigie stravolte dal caldo e dai percorsi che bisogna fare che sembrano inventati apposta per far soffrire le persone. E poi i taxi. Al Beverello il servizio è un salto nel vuoto. Il notaio Enrico Troisi racconta l’odissea che ha dovuto affrontare con la moglie, notaio anche lei, per tornare a casa. «Arrivavamo da Ischia con un mezzo neanche troppo affollato. Ebbene arrivato al posto taxi ho chiesto un’auto di una delle due compagnie con cui sono convenzionato. Niente, le auto c’erano nella fila, ma energumeni, non so come apostrofarli meglio, mi hanno invitato a chiamare il RadioTaxi. Mia moglie ha chiamato, ma la risposta è stata evidente, ci sono nostre auto al Beverello. Ho provato a farmi sentire, a far valere un semplice diritto, ma niente. Allora mi chiedo e chiedo alle autorità cittadine: è possibile che questa città che sta facendo salti di qualità in tutto deve essere prigioniera di questi personaggi che sanno solo inveire e non rispettano le persone? È possibile che solo a Napoli non può arrivare Uber? È possibile che una città che il prossimo anno ospiterà un evento di portata mondiale deve presentare all’appuntamento in queste condizioni? Ma la flotta delle auto dei taxi napoletani è stata mai controllata? È stato mai fatto un paragone con Milano, Bologna, Venezia? Io sono avvilito. Quello che succede al Beverello si replica a Capodichino e alla stazione centrale. È ora di dire basta”. Il notaio Troisi comunque non vuole più vivere situazioni del genere: «Mi sono fatto un Uber privato, lo chiamo e viene a prendermi. E così non devo sottostare a questi soprusi». Nel contesto ponte di mezza estate va anche il corretto utilizzo del demanio marittimo. IL BLITZ In tale contesto, c’è da segnalare una operazione di polizia contro fenomeni dell’abusiva occupazione del demanio marittimo e dell’abusivo esercizio di attività commerciali. Nel mirino della Guardia Costiera la spiaggia Donn’Anna, Lido Mappatella, spiaggia Sermoneta e il Porto di Mergellina. Hanno operato militari dell’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino congiuntamente a personale del Commissariato di San Ferdinando della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Napoli, sotto lo stretto coordinamento dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione ha consentito di accertare l’abusiva occupazione di aree appartenenti al pubblico demanio marittimo della superficie complessiva di circa 400 metri quadrati. È stata inoltre accertata e sanzionata l’abusiva attività di vendita e somministrazione di prodotti alimentari. Nel complesso 5 soggetti sono stati deferiti penalmente all’autorità giudiziaria, 5 sanzioni amministrative a carico di altrettanti soggetti e contestuale sequestro sia delle attrezzature e dei prodotti alimentari attraverso i quali venivano perpetrati gli illeciti sia delle somme di denaro illegittimamente percepite.











