Il nuotatore azzurro escluso per un articolo del Competition Regulations di World Aquatics. “Noi siamo qui per andare forte, però le norme sono queste”.

Gli Europei di nuoto di Federico Burdisso sono finiti con una grande delusione e una beffa dovuta al regolamento. Il sogno di qualificarsi per la finale dei 200 farfalla è durato poco più di un minuto, il tempo di una batteria che per lui è stato tiranno a causa dell'articolo 3 delle competizioni internazionale che fissa il limite massimo di due connazionali nelle fasi successive ai turni di qualificazione. A prescindere dalla posizione nella classifica generale della mattinata, solo i primi due atleti che gareggiano sotto una stessa bandiera possono andare avanti. E l'azzurro, nonostante abbia raccolto il settimo tempo complessivo nelle sessioni in vasca, s'è ritrovato fuori dalla composizione delle due serie di semifinale. "Queste sono le norme, che non approvo per niente perché così si rende una finale più scarsa".

Perché Burdisso è stato escluso nonostante il 7° tempo I nuotatori azzurri hanno ottenuto ottimi tempi nelle batterie dei 200 farfalla. Alberto Razzetti ha firmato ha chiuso la sua prova in 1'54″64, Andrea Camozzi è riuscito a qualificarsi con il quinto crono in 1'55″95. Ed è stato proprio il risultato di quest'ultimo a costare caro a Burdisso che con il settimo parziale (1'56″08, più alto rispetto alle attese) poteva rientrare tra i sedici semifinalisti. Ma le prescrizioni contenute nelle Competition Regulations di World Aquatics, applicato anche da European Aquatics, prevede che solo due atleti della stessa federazione possano passare in semifinali e finali, indipendentemente dal piazzamento ottenuto nelle batterie. L'articolo 3 che disciplina la materia è chiaro al riguardo. "Turni di qualificazione: solo un massimo di due (2) atleti della stessa Federazione Nazionale possono avanzare alle Semifinali o alle Finali, indipendentemente dalla loro posizione nelle batterie del mattino". La norma è stata introdotta per evitare che nazioni molto forti in una specialità facciano incetta di qualificati monopolizzando le opportunità di podio e inficiando la natura di competizione rappresentativa di più Paesi.