Un pesante disservizio che, con le alte temperature di queste settimane, si fa ancora più insostenibile per l’utenza del distretto sanitario di Giarre. Al poliambulatorio ex Inam di corso Sicilia, decine di utenti - in larga parte persone anziane si scontrano quotidianamente con le gravi carenze organizzative di una struttura sanitaria che rischia un progressivo declino.

Il primo, pesante ostacolo per l’utenza riguarda il pagamento delle prestazioni sanitarie. Nella struttura, infatti, l’ufficio ticket chiude i battenti alle 10, momento in cui l’operatore sospende fisicamente il servizio. A rendere la situazione paradossale si aggiunge il mancato funzionamento delle alternative tecnologiche. Il “funghetto” telematico per il pagamento in loco risulta, allo stato, in attesa di essere attivato. Di conseguenza, gli utenti, loro malgrado, sono costretti a spostarsi di quasi 4 chilometri per raggiungere la sede del presidio ospedaliero in via Forlanini a Macchia, al fine di saldare il dovuto. Paradossalmente un disagio identico colpisce anche coloro che devono semplicemente usufruire dei servizi ambulatoriali del distretto, costretti anch’essi a farsi carico del trasferimento verso l’ospedale di contrada Coste, a causa dell’inattività dei dispositivi digitali destinati all’utenza. Le attuali criticità si manifestano in una fase di transizione per la riorganizzazione dei servizi e che, assicura l’Asp sarà risolta a breve. Frattanto, l’edificio di corso Sicilia, recentemente oggetto di diversi interventi di ristrutturazione, considerato un vero e proprio fiore all’occhiello della sanità distrettuale, rischia la desertificazione a causa del trasferimento sistematico dei suoi ambulatori strategici.