di
Marco Bonarrigo
La tragedia a venti chilometri dal traguardo per l’impatto con un’auto privata sul percorso. La corsa è stata fermata in segno di lutto. La vittima era il fratello minore del campione della Ineos, Josh.
Sul report ufficiale di gara, accanto al suo nome c’è la sigla DNF, Do Not Finish, non arrivato al traguardo: il modo più crudele per raccontare che Finlay Tarling, 19 anni, grande promessa del ciclismo britannico è morto sul colpo venerdì a 23 chilometri dal traguardo dell’ottava tappa della Volta a Portugal, la Melgaço — Fafe, storica corsa a tappe del calendario internazionale con 90 edizioni all’attivo. L’incidente è stato provocato da una macchina che senza rispettare le indicazioni degli addetti si è inserita sul tracciato in senso contrario: una dinamica rarissima nelle corse moderne. La corsa è stata subito neutralizzata, i partecipanti hanno proseguito verso il traguardo a passo d’uomo.
Finlay Tarling, gallese, era il fratello minore di Joshua, uno dei migliori cronoman al mondo, compagno di squadra di Filippo Ganna alla Netcompany Ineos. Considerato al livello del fratello, Finlay aveva cominciato con la pista finendo più volte sul podio nel Madison e nell’Inseguimento a Mondiali ed Europei giovanili prima di venire ingaggiato dall’israeliana Nsn.










