Gli incendi alimentati dal clima secco che continua a flagellare il Regno Unito - alle prese come altri Paesi d'Europa con la quinta ondata di caldo estremo della stagione - hanno trasformato l'isola in "una polveriera". Lo ha affermato oggi il premier Andy Burnham, in visita nelle West Midlands (Inghilterra centrale), epicentro degli ultimi roghi, sottolineando i "cambiamenti climatici" e la necessità di privilegiare fonti di energia "più pulite".

Il bilancio totale dei vari incendi delle ultime ore è intanto salito a 54 persone ferite, contuse o intossicate: incluso almeno un bambino e diversi vigili del fuoco.

Burnham si è fermato in particolare nella cittadina di Stourbridge, dove ieri il fuoco ha devastato o danneggiato alcune decine di abitazioni e dove solo nelle ultime ore la gente - evacuata inizialmente dai soccorritori - ha preso a rientrare in casa.

L'emergenza "è tutt'altro che chiusa", ha avvertito il premier, anche se le autorità locali parlano di situazione "notevolmente migliorata". Burnham ha aggiunto che i vari focolai propagatisi fra Inghilterra e Galles - in qualche caso anche con il sospetto contributo di piromani - restano minacciosamente attivi e ha messo in preventivo "un weekend (di Ferragosto) difficile". Per l'immediato ha promesso l'invio nelle West Midlands di aiuti e di più mezzi di soccorso, secondo i piani definiti in una riunione ad hoc del comitato delle emergenze Cobra. Mentre in termini strategici ha evocato l'impegno del suo governo ad acquisire fra l'altro nuovi "aerei anti-incendio".