ROMA – Non hanno necessità di modifiche o costose implementazioni, sono sufficienti le infrastrutture già esistenti e riducono le emissioni inquinanti. Sono le auto alimentate con benzina 100% rinnovabile, oggetto di un test lungo sei mesi in Spagna, per capire se il progetto può essere diffuso a livello continentale. Quattro i player industriali coinvolti, che hanno unito know how e risorse, Bmw, Toyota Motor Europe, Repsol e Bosch per cercare una strada alternativa e rapida per semplificare il necessario processo di decarbonizzazione della mobilità. I due carmaker hanno messo insieme una flotta di venti auto, Repsol la benzina Nexa 95 al 100% rinnovabile ed il colosso tedesco Bosch, la tecnologia necessaria per tracciare tutti i dati nel corso del semestre.
L'obiettivo comune è far emergere che i carburanti rinnovabili possono aiutare sia l'industria dell'auto che le nostre città a respirare. Da questa estate la flotta di veicoli chiamati Veef, acronimo di “Vehicles running exclusively on eligible fuels” cioè auto alimentate esclusivamente con carburanti idonei, sono messe alla prova con benzina rinnovabile. Si tratta di un carburante liquido di origine non fossile che a differenza dei biocarburanti tradizionali come l'etanolo, (molto usato in Brasile) che richiedono specifiche miscelazioni o modifiche ai motori, è chimicamente equivalente all'idrocarburo fossile. Per questo motivo viene definita un carburante drop-in, ovvero una soluzione pronta all'uso direttamente nei serbatoi delle auto già in circolazione e nelle attuali reti di distribuzione. Ma allora perché fino a oggi non è stato preso in considerazione? Per la sua disponibilità limitate e per i costi di produzione, pari al doppio o triplo del carburante tradizionale.






