I fatti risalgono al 2008, ma il caso è emerso solo nel 2020 e si è concluso dopo anni di indagini e un lungo procedimento giudiziario
L’ex vescovo di Broome, Christopher Saunders, è stato condannato a 76 anni per 13 reati a sfondo sessuale. I crimini risalirebbero al 2008 e sarebber contro due giovani aborigeni. A riferire l’esito della sentenza arrivata ieri, 13 agosto, al termine di un procedimento iniziato dopo anni di indagini e accuse è Vatican News. Il caso era emerso nel 2020, quando le prime denunce avevano provocato uno scandalo nella diocesi australiana, ma le indagini iniziali non avevano portato a un’incriminazione. Solo negli anni successivi nuove testimonianze e un dossier di oltre 200 pagine hanno riaperto il caso, fino all’arresto nel 2024.
Le indagini della polizia australiana
Sul caso di Saunders la polizia australiana aveva già condotto due inchieste, tra il 2018 e il 2020, senza però arrivare a formulare accuse. I pubblici ministeri avevano infatti ritenuto che non ci fossero prove sufficienti per procedere. La situazione è cambiata dopo le nuove segnalazioni raccolte grazie a un’indagine avviata in Vaticano in seguito alle dimissioni di Saunders nel 2021. Le nuove informazioni hanno spinto la polizia australiana a riaprire gli accertamenti, fino all’arresto del vescovo nel febbraio 2024. Dopo il rilascio su cauzione, è iniziato il procedimento giudiziario che si è concluso, ieri, con la condanna.








