Una forte esplosione ha scosso ieri la fabbrica di munizioni di Colleferro, sollevando un’alta colonna di fuoco visibile nel cielo, pur fortunatamente senza provocare morti o feriti. L'azienda produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale nonché combustibili solidi per vettori aerospaziali. L'incidente si è verificato nel reparto “pressatura polveri” e stando alle prime testimonianza sarebbe partito da una pressa esplosa durante la lavorazione, come riporta l’Ansa.
«Basta pericolosissime fabbriche di armi sui territori, lo abbiamo detto da tempo e chiaramente a chi vuole realizzare un nuovo polo della filiera a pochi chilometri da Colleferro – dichiara il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – La fabbrica oggi è al centro delle cronache per l’esplosione fragorosa, vanno capiti i motivi e messa in totale sicurezza l’area da ogni minimo rischio, ma intanto, davanti alla richiesta di attivazione di un ulteriore polo produttivo di materiali chimici per la composizione di esplosivi nella vicina Anagni, chiediamo che l’iter autorizzato si fermi e venga definitivamente bocciato da istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti».
L’associazione ambientalista aveva già manifestato lo scorso aprile insieme ad Acli, Arci, Agesci, Azione Cattolica e Libera, nell’ambito della campagna nazionale “Ecogiustizia subito”, contro la nuova sede della stessa industria di armi che sta provando in questi mesi ad aprire una nuova vasta area produttiva nella vicina Anagni, nella quale generare le basi chimiche per la produzioni di esplosivi alla nitroglicerina La richiesta arriva peraltro da uno dei territori simbolo dell’inquinamento industriale nel Lazio. «Siamo alle porte della Valle del Sacco, luogo da bonificare e riempire di industria green e lavoro sicuro, alla quale riconsegnare la qualità ambientale persa a causa di una chiave di sviluppo che per decenni ha divorato questi luoghi, impoverendone la bellezza, inquinando il suolo, l’aria e l’acqua del fiume», conclude Ciafani.










