I coloni israeliani tornano a far salire la tensione tra gli Usa e lo Stato ebraico. Nelle prime ore della giornata di ieri, il Times of Israel aveva riportato che l’amministrazione Trump fosse «furiosa» a causa del fatto che il governo di Gerusalemme non si sarebbe impegnato abbastanza per interrompere il blocco effettuato da alcuni coloni israeliani ai danni di case situate nel villaggio palestinese di Qusra.
Oltre a riportare che una delle abitazioni assediate apparterebbe a un cittadino statunitense residente in Ohio, la testata aveva anche riferito che un alto funzionario americano avrebbe avuto una telefonata con Benjamin Netanyahu per chiedere delle spiegazioni in merito.
Alcune ore dopo la pubblicazione dell’articolo, è intervenuto l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee. «L’ambasciata americana in Israele è stato molto coinvolta e l’Idf e la polizia israeliana sono intervenute su nostra richiesta per rimuovere i terroristi israeliani che stavano facendo questo», ha scritto su X, riferendosi alla questione di Qusra.
«Le azioni di coloro che stanno facendo questo alla casa di questa famiglia sono criminali. La Casa Bianca non è “intervenuta” perché abbiamo già tenuto Washington informata della situazione. Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo inteso a intimidire e molestare questa famiglia sono disgustose. Non ci sono scuse per un comportamento così vile», ha proseguito Huckabee, mentre, secondo Ynet, gli Usa avrebbero chiesto a Netanyahu di condannare pubblicamente le violenze di Qusra.










