Contro l'Uomo Bidone o i Mostri Folli, Nigel Farage non ha fatto grande fatica a conservare il suo seggio a Westminster. Con il 62,8% dei voti, 36 punti percentuali in più del principale sfidante Count Binface, è tornato deputato del Parlamento britannico.
Il piano originario, quando il leader di Reform Uk si dimise a luglio per poi ricandidarsi, era proprio di sfruttare la grande popolarità di cui stava godendo, con i sondaggi che lo vedevano saldamente in testa alla classifica, per una vittoria trionfale nel seggio della città costiera dell'Essex, Clacton on Sea, che certificasse l'amore del popolo di Reform Uk per il suo leader. Destra populista, per l'appunto, e xenofoba, quella che un tempo era la paladina della Brexit e oggi sfrutta i danni enormi che quel distacco dall'Ue di dieci anni fa ha prodotto nel Regno Unito.
Una manovra politica che ben presto è stata capita, nella sua teatralità, dall'opinione pubblica. Se doveva rinforzare politicamente Nigel Farage, lo indebolisce perché lo vede uscire vincitore da una contesa elettorale con improbabili e surreali competitors, oggetto di scherno e derisione. Se doveva distrarre mediaticamente dalle indagini a carico di Nigel Farage, anche qui la manovra è fallita. Il leader di Reform UK è alle prese con accuse di finanziamenti illeciti - si parla di circa 5 milioni di sterline: una storia che risale al 2024, quando questi milioni comparivano dal nulla nelle casse di Farage. Soldi che arrivavano da Christopher Harborne, miliardario del giro delle criptovalute, un "regalo personale", si è giustificato Farage, niente a che vedere con un finanziamento politico insomma. Non la pensa così il Parliamentary Commissioner for Standards, che ha aperto un'indagine: quei soldi non sono mai stati dichiarati. Tanto più che Harborne non è un generosissimo uomo qualunque, ma è una figura chiave dell'universo delle crypto e nel 2025 ha versato ben 9 milioni di sterline a Reform UK. Tutto questo mentre Farage diventava uno dei più accesi sostenitori britannici di Bitcoin e criptovalute. Una coincidenza quanto meno bizzarra: un politico che parla di libertà dal sistema bancario, un miliardario delle crypto, cinque milioni arrivati prima di una svolta politica e un registro parlamentare che, almeno per ora, quei cinque milioni non li ha mai visti. C'è da precisare che l'indagine riguarda l'eventuale violazione delle regole sulla dichiarazione degli interessi, non se Farage abbia commesso corruzione o se il denaro fosse un pagamento in cambio di favori politici.










