Alexandria Ocasio-Cortez ha deciso di congelare i propri ovuli. Domenica, la deputata democratica di New York, che a ottobre compirà 37 anni, lo ha annunciato sui social. “Voglio essere in pieno controllo della mia vita”, ha dichiarato ai suoi follower, spiegando che documenterà pubblicamente tutto il processo di congelamento e conservazione degli ovuli. Ha messo in conto “rischio politico” di raccontare così, senza filtri, una scelta tanto personale. Soprattutto alla luce del fatto che “non esclude” di candidarsi alla Casa Bianca alle presidenziali del 2028. E, come previsto, negli Stati Uniti l’annuncio ha subito acceso la polemica, soprattutto nella destra conservatrice, tra chi accusa il femminismo di spingere le donne a rinviare la maternità per la carriera e chi difende invece la possibilità di preservare la fertilità. Ma, al di là della questione morale, la vicenda di Ocasio-Cortez mette in luce i problemi di disuguaglianza sociale collegati alla pratica del social freezing, che non è economicamente sostenibile per tutti. Negli Usa, può costare tra 10 e 20mila dollari e non esiste una copertura federale generalizzata. E anche in Italia il congelamento elettivo non è garantito dal Servizio sanitario nazionale ed è tutto a carico dell’utente, compreso il mantenimento dei gameti crioconservati. Qualcosa, però, si sta muovendo a livello locale. Soprattutto in Puglia, dove dal 13 agosto sono aperte le domande per un contributo regionale.
Social freezing, Ocasio-Cortez congela gli ovuli: costi e tutele in Italia
La deputata di New York annuncia il congelamento degli ovuli. In Italia non è coperto dal San, ma la Puglia apre i contributi regionali











