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Intercos guarda alla seconda metà del 2026 con fiducia. Dopo un secondo trimestre da record, con ricavi a 285,1 milioni di euro, in crescita del 4,9% a cambi costanti, e un ebitda rettificato di 47,5 milioni, il gruppo italiano del beauty (ha sede ad Agrate, accanto a Monza) ha registrato a luglio il miglior mese di sempre per raccolta ordini. Un segnale importante per gli investitori, perché conferma la ripresa della domanda dopo un primo trimestre più debole. Nel semestre l'utile netto rettificato è salito del 33,3% a 27,6 milioni, mentre l'indebitamento netto è sceso a 122,7 milioni, 11,8 milioni in meno rispetto a fine 2025. Il mercato sembra apprezzare il cambio di passo: Intercos è salita di circa il 30% dall'inizio dell'anno, raggiungendo una capitalizzazione di circa 1,4 miliardi di euro. Il ceo Renato Semerari conferma la guidance e spiega a Milano Finanza dove il gruppo vede le maggiori opportunità di crescita, dagli investimenti industriali all'intelligenza artificiale, fino a possibili acquisizioni.
Domanda. Che cosa vi aspettate dalla seconda parte dell'anno?
Risposta. Il primo semestre ha confermato la solidità del nostro modello di business. Dopo un primo trimestre più debole, il secondo ha segnato un'inversione di tendenza significativa, con il miglior trimestre della storia del gruppo per ricavi e il miglior trimestre di sempre per ebitda rettificato. Questo ci consente di guardare alla seconda parte dell'anno con fiducia e di confermare la guidance. Oggi possiamo contare su un portafoglio ordini robusto, alimentato sia dalla pipeline di nuovi prodotti sia dai riordini, che hanno ripreso una dinamica solida. I forecast dei clienti sono particolarmente positivi nel Makeup e nell'Hair & Body. Il portafoglio ordini è molto superiore a quello dello scorso anno. L'ingresso ordini continua a essere consistente: luglio è stato il miglior mese di raccolta ordini nella storia di Intercos. È un segnale che conferma una domanda dinamica. Il contesto macro resta complesso, ma il beauty continua a dimostrare una resilienza superiore rispetto ad altri comparti del largo consumo. Se aggiungiamo la probabile graduale normalizzazione del contesto valutario, riteniamo di avere tutte le carte in regola per accelerare la crescita nel secondo semestre. Il 2026 era stato previsto come un anno con una crescita concentrata nella seconda parte e oggi possiamo dire che le nostre previsioni si stanno concretizzando.








