Bologna, 14 agosto 2026 – Una logistica maggiormente coordinata e regolata, tempi burocratici più celeri e rapidi per favorire gli interventi a sostegno delle imprese e dei Comuni, e un’edilizia residenziale sociale (Ers) che sia presente in tutte le province dell’Emilia-Romagna, non solo in quelle più vocate all’economia e al commercio e non solo per alcune fasce di cittadini. A chiederlo sono direttamente gli imprenditori e i professionisti del settore dopo quanto dichiarato nell’intervista rilasciata dal presidente della Regione Michele de Pascale al vicedirettore del Carlino Valerio Baroncini. “La nuova legge sull’urbanistica (revisiona la 24 del 2017, ndr) sarà incentrata sulla semplificazione per i piccoli Comuni, penso in particolare alla montagna. Qui mi lego all’edilizia residenziale sociale, l’affitto calmierato, di cui parliamo da tempo: siamo pronti, interverremo. Infine bisogna ragionare su interventi a sostegno delle imprese: servono strumenti agili per investimenti nella manifattura e stop alla logistica senza pianificazione”, ha spiegato de Pascale.
"Velocizzare la burocrazia”
“I tempi devono essere molto celeri, bisogna velocizzare la burocrazia e ci devono essere meno paletti. Ce ne sono tanti, basti dire che per fare un intervento di sviluppo industriale o residenziale servono 24 autorizzazioni”, spiega Maurizio Croci, presidente Ance Emilia-Romagna. In questo numero sono racchiuse le difficoltà che si ritrovano le imprese nell’ampliare un capannone, le amministrazioni nell’offrire politiche di social housing e i poli logistici nel dialogare tra loro, utilizzando anche quelle infastrutture che servono sempre di più. Ma che per realizzarle si fa difficoltà tra un permesso che manca, un cantiere che non parte e un finanziamento che non c’è.






