Tertenia. 14 agosto 2026 alle 00:12Pisu lascia la politica, il suo avversario Murgia congela l’addio
In un pomeriggio di mezza estate Guido Pisu annuncia: «Mi dimetto». Ma, del tutto a sorpresa, in virtù dei rapporti non proprio idilliaci degli ultimi anni, le dimissioni vengono congelate dal sindaco di Tertenia, Giulio Murgia: «Caro Guido, resta in carica almeno per un altro mese». È il colpo di teatro che non t’aspetti, proprio perché tra i due sono sempre scorsi veleni (politici) su qualsiasi vicenda che coinvolgesse la comunità. Settantasette anni Pisu, 48 Murgia. Generazioni diverse che hanno segnato stagioni politico-amministrative nel paese più a sud dell’Ogliastra: Pisu è uno dei predecessori di Murgia, avendo indossato la fascia tricolore per tre mandati, e la sua carriera tra i banchi del Consiglio è cominciata quasi mezzo secolo fa, esattamente nel 1980.
Le dimissioni
L’ultimo capitolo dello scontro tra Pisu e Murgia è stato scritto ai primi di marzo, con il consigliere, insegnante in congedo, che attaccava il sindaco-geometra di non aver agito in tempo per evitare la soppressione dell’autonomia scolastica. Cinque mesi dopo, e a meno di un anno dalla conclusione della consiliatura, Pisu alza bandiera bianca. «Lo scorso aprile - spiega Pisu - ho subito un delicato intervento chirurgico, fortunatamente andato a buon fine, che mi ha costretto a disertare le ultime sedute del Consiglio e che, comunque, mi impone di avere maggiore riguardo per la mia salute. Dovendo ancora osservare un lungo periodo di riposo, non sono in grado di svolgere adeguatamente il compito di Consigliere comunale. Chiudo così un capitolo molto importante della mia vita, dopo una ponderata riflessione e una decisione non facile. Lascio con la consapevolezza dei miei limiti, ma anche con la coscienza a posto, per essermi messo al servizio della comunità terteniese senza mai perseguire interessi personali». Nel ringraziare tutti coloro con i quali ha condiviso il lungo tratto di strada, dalle associazioni ai dipendenti comunali, Pisu, esponente del Pd (alla cui direzione provinciale, nei mesi scorsi, non ha lesinato critiche), si congeda così: «Lascio con la speranza e l’auspicio di un futuro ricco e prospero per il nostro paese, in un clima di serenità, collaborazione e rispetto reciproco».






