Ci mancava soltanto la pasta all’acqua di mare. Brooklyn Beckham, primogenito di David e Victoria, si mette ai fornelli a bordo di uno yacht, immerge una pentola accanto allo scafo, raccoglie l’acqua del mare e ci cuoce gli spaghetti. Il video diventa virale sui social, partono i commenti, arrivano gli esperti e l’indignazione è servita.

Peccato che la portata fosse già passata da tavola: il filmato risale all’estate scorsa. Brooklyn lo aveva pubblicato nel luglio 2025 e nell’agosto 2026 ha deciso di rimetterlo nuovamente in circolo. Il motivo? Pubblicizzare “Cloud23”, il marchio di salse piccanti fondato dallo stesso Beckham e visibile nel post. La ricetta è indigesta, ma l’algoritmo l’ha digerita di nuovo benissimo. Il meccanismo ha persino un nome: rage bait, l’esca capace di provocare rabbia, disgusto, incredulità e quindi interazioni. Qui siamo alla sua declinazione gastronomica, con pomodoro, yacht e hot sauce. Il rampollo di casa Beckham sembra aver capito quanto una polemica già collaudata possa tornare utile quando viene rimessa sul fuoco.

A riportare la pentola su questioni decisamente più serie è stato il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive e tropicali dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova, che sui social ha bollato la vicenda come “l’estate delle idiozie”. Il punto scelto da Brooklyn per pescare l’acqua è particolarmente infelice. Intorno alle imbarcazioni possono concentrarsi idrocarburi provenienti dai motori, microplastiche e microrganismi. E una bella bollita non risolve miracolosamente la faccenda. “No, non è vero, perché le microplastiche, gli idrocarburi, ma anche alcuni batteri resistono anche se tu ribolli”, ha spiegato Bassetti.