Sigfrido Ranucci "dovrebbe scusarsi con Fratelli d'Italia e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi". Così ha detto Giovanbattista Fazzolari parlando del caso Ranucci con l'Adnkronos, intervistato dal direttore Davide Desario, il giorno dopo la confessione di Valter Lavitola di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio parla di ''fango'' contro Fratelli d'Italia e il governo, che sono stati additati di un coinvolgimento nella vicenda dell'ordigno contro il giornalista. "Ricordo - dice Fazzolari - che la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, in occasione di un appuntamento internazionale, ha subito accostato il governo Meloni all'attentato e che il deputato del Movimento 5 stelle Dario Carotenuto ha accusato l'esecutivo di essere il 'mandante morale'. Una lettura avvalorata da diversi giornalisti e dallo stesso conduttore di Report, che - continua Fazzolari - ha sistematicamente insinuato un collegamento tra Fratelli d'Italia e la bomba, chiamando in causa anche me"."Credo che gli inquirenti abbiano fatto un ottimo lavoro, sbrogliando una matassa molto intricata. Senza la competenza e la scrupolosità di chi ha indagato probabilmente non sarebbe stato possibile fare chiarezza e spazzare via le tante insinuazioni", dice Fazzolari. "Ci vuole la faccia tosta di certi giornalisti di parte - insiste l'esponente di Fratelli d'Italia - per parlare di accanimento di FdI contro Ranucci. È esattamente il contrario. È stato lui, in questi mesi, a cercare ripetutamente di accostare FdI alla bomba esplosa sotto casa sua. Ha provato a gettare ombre su di me orchestrando una ridicola messinscena in commissione Antimafia, con Scarpinato che gli faceva da spalla. Il grillino gli ha chiesto se ci fosse un collegamento tra il fatto che io avrei fatto seguire Ranucci dai servizi segreti e la bomba: a quel punto, con un colpo di teatro, il conduttore di Report ha chiesto che la risposta fosse secretata, alimentando suggestioni e sospetti"."Un servizio di Report - continua nell'intervista - ha poi fatto intendere che ci fosse un collegamento tra l'attentato e il deputato di Fratelli d'Italia Gimmi Cangiano. Da quanto ho letto sui giornali, quando è stato sentito dalla procura di Roma Ranucci avrebbe fatto anche il nome della presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo. Dopodiché, non ancora soddisfatto, dopo l'arresto di Lavitola ha provato a tirare in ballo il deputato Francesco Filini, colpevole di avergli chiesto in Commissione Vigilanza Rai se stesse pensando di entrare in politica. Insomma, un tentativo continuo e scientifico di accostare FdI all'attentato".Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio non si dice né arrabbiato per le insinuazioni né soddisfatto per l'esito delle indagini: "Né uno né l'altro. Al di là di ogni altra considerazione, credo che Ranucci dovrebbe scusarsi con FdI e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi". Alla domanda se Ranucci sapesse dell'attentato, Fazzolari replica: "Se applicassi il metodo Report, la risposta sarebbe scontata. Io però preferisco aspettare gli sviluppi dell'inchiesta. Una cosa è certa, il mandante dell'attentato è un caro amico di Ranucci".E ancora: "Ranucci dovrebbe spiegare a tutti perché, lui pronto ad attaccare chiunque al primo pretesto, ha sempre difeso il mandante del suo attentato. E sicuramente - insiste - dovrà chiarire perché, proprio il giorno della perquisizione, sia rimasto per due ore al telefono con Lavitola per concordare una spiegazione da dare sul sopralluogo fatto davanti a casa sua dal faccendiere e dal suo scagnozzo ritenuto vicino alla camorra". Per la quanto riguarda la guida di Report in futuro, Fazzolari spiega che "personalmente penso che Report, con la conduzione di Ranucci, abbia perso di credibilità rispetto all'epoca Gabanelli. Ma non è questo il punto. Il punto è la figuraccia alla quale abbiamo assistito: è venuto fuori che l'inquisitore delle fragilità altrui aveva tutte le debolezze, le contraddizioni, le opacità che cercava morbosamente negli altri. E su queste contraddizioni - avverte il sottosegretario - il pubblico non è mai stato indulgente".