La piscina della capitale francese, che ospiterà i Campionati Europei 2026, ha consegnato al nuoto azzurro un’impresa destinata a ridefinire i confini della velocità. Sara Curtis ha conquistato l’oro nei 50 metri dorso con uno straordinario 26"56: un crono che non solo vale il titolo continentale, ma stabilisce il nuovo record del mondo della specialità, abbattendo barriere tecniche che fino a pochi mesi fa parevano invalicabili. Sul podio di Parigi, l’azzurra ha preceduto la francese Mary-Ambre Moluh, argento in 27"06, e la britannica Lauren Cox, bronzo in 27"15. In una prova sprint come il dorso, infliggere mezzo secondo alle rivali è un margine enorme, testimonianza di un dominio netto e incontestabile.
I 50 dorso sono una disciplina implacabile, in cui ogni millesimo è determinante e una minima imprecisione compromette l’intera performance. Scendere sotto il muro dei 27 secondi richiede un’esecuzione impeccabile: brillantezza in partenza, una fase subacquea pulitissima ed esplosiva, e una frequenza di bracciata forsennata negli ultimi metri. Curtis ha combinato tutti questi elementi in una finale esemplare, mettendo in mostra una solidità tecnica che certifica un salto di qualità nella cura di ogni dettaglio.










